Continuare ad allenarsi per nuovi traguardi, nella corsa come nella vita: la filosofia di vita di Dario Morandi, atleta ipovedente: “Quando mi presento per chiedere lavoro mi chiedono subito se ho la patente…”
Continuare ad allenarsi per nuovi traguardi, nella corsa come nella vita: la filosofia di vita di Dario Morandi.
“Quando mi presento per chiedere lavoro la prima domanda che mi fanno è se ho la patente d’auto. ..No, non ce l’ho, perché sono ipovedente, ma posso fare benissimo tante altre cose, purché non si tratti di lavori di precisione, quelli sono un problema, mentre per tutto il resto faccio una vita autonoma e normale, magari anche un po’ più che ‘normale’, visto che spesso ho vinto e vinco le gare di corsa cui partecipo… “.
Dario Morandi, 44 anni, di Fiumenero, dove vive tuttora, pratica la corsa dall’età di 23 anni. Le prime gare nel 2014, quando si è tesserato nelle fila dell’Omero Runners Bergamo e della Runners Bergamo tramite Mario Poletti, referente tecnico della nazionale Fispes di atletica paraolimpica. Poletti era stato il suo professore di educazione fisica alle scuole medie e, incontrato anni dopo, lo ha introdotto nell’agonismo, seguendolo e consigliandolo nella preparazione. Nel corso della sua carriera paraolimpica Morandi ha conquistato alcuni titoli italiani di categoria di maratona e mezza maratona; del 2017 la partecipazione alla “100 km chilometri del Passatore”, competizione podistica di ultramaratona che si svolge annualmente dal 1973 con partenza da Firenze e arrivo a Faenza, una gara che vorrebbe rifare l’anno prossimo.
Prima ancora, nel 2015, per i Campionati italiani paraolimpici aveva vinto la mezza maratona di Palermo e la maratona di Padova, mentre anche al meeting internazionale di Grosseto si era piazzato tra i primi dieci: “La mia grande passione sono le gare lunghe, quelle che esigono gambe allenatissime, e perciò da esercitare tutti i giorni su diversi tipi di terreno, sulla strada in piano come sulle montagne per la salita e per la discesa”.
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