Stefano Mangiapoco, nuovo portiere della Vecchia Signora: “Tutto è iniziato a sei anni…”
Il nembrese Stefano Mangiapoco è il nuovo portiere della Vecchia Signora, tutto è iniziato con un paio di guanti regalati dalla nonna
Tra i giovani calciatori che in questo periodo si stanno allenando allo Juventus Training Centre di Vinovo sotto le insegne bianconere della Vecchia Signora, c’è anche un ragazzo della Bassa Valle Seriana. Un portiere che sta bruciando le tappe.
Il 21enne Stefano Mangiapoco, infatti, fino all’anno scorso giocava in Serie D, quindi tra i dilettanti; dopo aver passato un anno in Serie C nella Giana Erminio, squadra di Gorgonzola, ha firmato un contratto triennale con la società torinese, diventando così l’estremo difensore della Juventus Next Gen, la squadra bianconera che milita in Serie C.

La telefonata del procuratore
Stefano, quando hai saputo che la Juve aveva deciso di puntare su di te come portiere della sua seconda squadra?
“È stata una sorpresa. Io l’ho saputo solo a metà giugno, quando la stagione era ormai finita. Me l’ha detto il mio procuratore al ritorno dalla partita di Terni, dove avevamo giocato e perso i playoff. Mi ha detto al telefono che la Juve avrebbe comprato il mio cartellino e sono rimasto spiazzato. Non avrei mai immaginato una cosa del genere dopo un solo anno di C. Ho poi saputo – spiega Stefano – che mi osservavano da gennaio. Lo sapevano solo il mio procuratore e i miei genitori”.
I tuoi genitori lo sapevano? “Sì, ma non hanno voluto dirmi niente per non destabilizzarmi”.
Il regalo ‘profetico’ della nonna
Quando hai deciso di fare il portiere e di non giocare in altri ruoli?
“A sei anni. Per il mio sesto compleanno, infatti, mia nonna Edelweiss mi ha regalato un paio di guanti. Lei lo aveva fatto per scaldarmi le mani, ma io li ho usati per giocare a calcio e così mi sono messo in testa di fare il portiere. E non ho mai cambiato idea. Quando giocavo nei Pulcini, il primo tempo lo passavo in porta e il secondo in attacco”.
Di solito, bambini e ragazzini preferiscono segnare gol, piuttosto che pararli. Tu non ti sei mai pentito della scelta fatta?
“No. Mi sono sempre detto: ‘per fortuna ho scelto di fare il portiere’. Lo pensavo da ragazzino e lo penso anche adesso”.
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