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La Comunità Montana Valle Seriana prenderà posizione: “Il Comprensorio s’ha da fare. Qualcuno in Val di Scalve vuole fare il furbo, ora interveniamo pubblicamente”

All’ordine del giorno dell’assemblea della Comunità Montana Valle Seriana del 30 luglio c’è un punto che chiarirà la posizione politico-amministrativo dell’ente. Al netto del disinteresse potenziale della parte bassa della valle, i sindaci dell’alta valle sembrano intenzionati a far sapere che “Il Comprensorio s’ha da fare”. E l’Atto di Indirizzo, se approvato a maggioranza, andrà a dire che l’ente comunitario sta dalla parte di chi quel Comprensorio lo vuole, per non far morire gli impianti di Lizzola che sono a termine (2028 o al massimo 2029). E quell’atto di indirizzo non sarà (almeno nelle intenzioni, poi magari nella discussione potrebbe essere limato) tenero con l’altra Comunità Montana, quella di Scalve, che è spaccata in due, Vilminore e Colere da una parte e Azzone e Schilpario dall’altra). Il problema, lo si capisce al volo, è che i progetti presentati sono sul territorio di Vilminore e Colere.

La palla arriva quindi alla Comunità Montana Val Seriana, dove il presidente Gianpiero Calegari e il suo gruppo hanno deciso che un’occasione così (quella del Comprensorio) non si può perdere. E per fine mese, uscirà quindi con il citato Atto di Indirizzo dove si dirà chiaro e tondo che il Comprensorio ‘s’ha da fare’, altrimenti Lizzola muore: “Progetti alternativi non ce ne sono – commenta un addetto ai lavori della Comunità Montana – e non ci sono alternative, è un’occasione che non possiamo permetterci di perdere, il territorio non può permettersi di perdere”.

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