NOVAZZA – Tornate a Ca’ Rosei le ragazze ucraine della “Bottega di Emmaus”. Si cerca qualcuno disposto a promuovere la produzione artigianale della loro ‘bottega’
L’8 luglio scorso sono tornate a Novazza le ragazze ucraine seguìte dall’associazione ‘Emmaus’ che già erano state ospiti di Ca’ Rosei nei mesi immediatamente successivi all’inizio della guerra, arrivando in Alta Valle il 2 marzo 2022 e soggiornando vi fino alla fine di agosto dello stesso anno. Si tratta di circa una trentina di ragazze ora ospitate a Milano, dove occupano un intero stabile, dalla ‘Fraternità” di ‘Comunione e Liberazione’, più una giovane mamma con le sue due figlie piccole proveniente direttamente dall’Ucraina. A Novazza però non solo riposeranno godendosi un po’ dell’aria fresca delle nostre montagne, ma continueranno a lavorare nell’ambito della ‘Bottega di Emmaus’ producendo una varia ed originale oggettistica in tessuto (porta occhiali, porta telefonino, prese da cucina, ecc…) in modo da collaborare da protagoniste al loro mantenimento, come ci spiega Anna Serena Pirola di Ca’ Rosei.
La Bottega di Emmaus si propone infatti di sviluppare le capacità creative e proporre un percorso di avviamento al lavoro artigianale per i giovani ucraini con disabilità tenendo sempre presente il valore individuale della persona, con l’obiettivo di diventare una vera e propria impresa sociale. Presso la bottega, le ragazze con disabilità vengono istruite sulle abilità di base del cucito: creazione di modelli e selezione dei materiali, taglio, cucitura a macchina e a mano, perline, disegno e decorazione dei tessuti.
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