IL CASO – Salta il Comprensorio Colere-Lizzola? Muro contro muro tra sindaci e imprenditore. “Colere reggerebbe anche da sola”, “Ma così Lizzola chiuderà nel 2029”
Da qualche parte si saranno stappate bottiglie di champagne tra i movimenti che in questi mesi si sono opposti al progetto di Comprensorio. Magari è meglio festeggiare in sordina, non si sa mai. Ma ad oggi c’è rottura totale tra l’imprenditore (Massimiliano Belingheri) e i sindaci della Val di Scalve e di Valbondione. La situazione è esplosa nella riunione del 1° luglio nel salone della Comunità Montana di Scalve, a Vilminore, nella tana del lupo (gli abitanti di Vilminore sono definiti “i lüf”). Il lupo in questo caso era il sindaco di Vilminore, Pietro Orrù che condizionava il suo sì al progetto di Comprensorio Colere-Lizzola all’inserimento nel progetto di un “arroccamento” a Teveno e da lì una seggiovia per il Polzone o anche più su. Questa ipotesi era compresa già nel vecchio progetto degli anni ’90 della defunta “Berghem Ski” che sognava in grande, pensando non solo di unire le stazioni di Colere e Lizzola, ma anche di arrivare fino agli Spiazzi di Gromo: c’era al tempo l’assenso dei tre proprietari delle tre stazioni che sostenevano che le tre stazioni, divise, non sarebbero sopravvissute a lungo.
La risposta alle osservazioni del sindaco di Vilminore è stata che il progetto per ora restava quello presentato a febbraio agli amministratori, ma nell’accordo da firmare veniva previsto. Vilminore ha dalla sua il semplice fatto che per fare il collegamento con Lizzola bisogna passare sul suo territorio (già adesso alcune piste esistenti sono sul territorio di Vilminore).
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