VALBONDIONE – Il sindaco Walter Semperboni e i migranti di Gavazzo: “Erano contenti di andarsene, la cooperativa li faceva vivere in condizioni disumane, qui erano carne da macello…”
“Ora a Gavazzo sono rimaste una decina di persone e, come mi ha assicurato il sottosegretario al Ministero dell’interno Nicola Molteni, non ne arriveranno altre; anche i pochi rimasti verranno comunque trasferiti, perché tutti ormai hanno capito che erano pochi i migranti che volevano rimanere, al punto che alcuni di loro al momento di partire mi hanno abbracciato: evidentemente erano contenti di abbandonare una struttura fatiscente in cui nulla funzionava, in cui erano costretti a convivere in condizioni disumane, come dimostra il fatto che abbiano cucinato e mangiato una volpe morta trovata per strada, e anche il fatto che nessuno di noi ha mai potuto accedere all’interno della casa…”.
Il sindaco Walter Semperboni, che si era detto in procinto di andare a protestare a Roma per risolvere la questione dei migranti ospitati sul suo territorio comunale, è come sempre categorico:
“Questa non è accoglienza, penso che la cooperativa che aveva in gestione la casa di Gavazzo sia la peggiore possibile, responsabile in primis, perché del benessere degli ospiti se ne è sempre fregata, le bastava trovare loro un tetto e sfruttarli il più possibile…
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