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Scampoli d'immortalità

Cerco l’immortale, io che sono mortale e poi cerco la morte per avere l’immortalità.

Un gelato alla fragola mangiato in riva al mare in un tramonto di maggio quando anche quello che non è bello diventa bello o lo sembra soltanto. Ed è quella l’immortalità qui sulla terra. Non come a Gaza dove il gelato non glielo lasciano nemmeno immaginare. Non nei palazzoni bui scrostati di periferie abbandonate da politici che amano solo il bello del centro.

Non in qualche trincea in Ucraina dove si alza lo sguardo verso luci in cielo sperando siano stelle e invece sono solo bombe. Non in case di riposo dove sono parcheggiati come vecchi autobus dismessi, nonni di cui nessuno si ricorda nemmeno il nome.

Non come quei letti di lungodegenza dove di lungo c’è solo l’attesa di qualcuno che si ricordi di ricordarti che la domenica è un giorno di festa e ti allunga un sorriso che è fresco come quel gelato alla fragola in riva al mare.

Che basterebbe poco, o forse basterebbe amore, che è poco ma tanto o è già tanto se è poco. Perché l’amore in fondo è l’unico scampolo mortale di immortalità.