Squilli di tromba e proclami di tromboni. “Occuperemo Gaza” ha annunciato Netanyahu. Già c’era quello (Trump) che aveva in mente di farci un’immensa e lunga spiaggia per Vip. I Palestinesi? Quelli ancora vivi se ne vadano: un altro esodo, alla rovescia rispetto a quello biblico. Altro che “Arameo errante” (attribuito ad Abramo, originario della Siria), qui ad essere “erranti” sono e saranno i palestinesi, popolo senza patria, in evidente contraddizione con il loro nome che la indicherebbe. In Germania l’elezione faticosa del nuovo Cancelliere tiene aperta la domanda: può la democrazia tollerare chi la vuole distruggere? È già successo, Hitler e lo stesso Mussolini sono andati al potere “democraticamente” per poi distruggere il sistema democratico.
Negli Stati Uniti si registra un tentativo di “fuga dei cervelli” dopo i tagli alla ricerca e alle università di Trump. Ma ce li vedete di ritorno in Italia a fare concorsi e avere stipendi da fame e passare il tempo a compilare moduli?
E quello (sempre Trump) che annuncia di volere far riaprire Alcatraz che varrebbe la pena rivedere la fuga descritta dal film (sicuramente qualche Tv lo programmerà in questi giorni), così come viene riproposto “Conclave” che, a parte i toni “sopra le righe” dei dialoghi, come ha commentato un cardinale che l’ha visto, sembra aver centrato perfettamente le visioni (“divisioni” nel linguaggio ecclesiastico è già vocabolo “sopra le righe”) della Chiesa del futuro.
Tutti ad aspettare l’evento. A proposito di democrazia, quella Vaticana è singolare, viene eletto un uomo solo al comando (se non fosse irriverente, praticamente un dittatore) con un sistema democratico, anche se gli elettori sono “designati” o “signati”.
C’era un film che da ragazzo mi aveva impressionato e suscitato dei dubbi che faticai a superare: era “Dio ha bisogno degli uomini”. In realtà il titolo andava rovesciato, quegli uomini, privati del loro prete, sentivano il bisogno di un Dio meno intollerante rispetto alla Dottrina e avevano trovato nel loro sagrestano chi ne interpretava la misericordia (anche verso i suicidi).
Nei giorni scorsi, dopo la morte di Papa Francesco, si era aperto un dibattito surreale in un gruppo su WhatsApp sulla domanda se Gesù fosse stato un “socialista” ante litteram, come aveva scritto Camillo Prampolini (detto l’apostolo del socialismo, in uno scritto del 1897). Nel gruppo qualcuno, lo si capiva dagli interventi, era ateo, ma partecipava senza alcuna remora al dibattito. Ovviamente a salve. Un conto è promettere ai poveri un riscatto (anche sociale?) nell’aldilà, un conto prometterglielo nell’aldiquà.
Pochi sapevano che la Chiesa dei primi apostoli, con a capo Pietro, si era strutturata come una setta in cui “tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (Atti degli Apostoli 2.44-45). E più avanti: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune” (4.32). E allora si potrebbe pensare a una sorta di esperimento “comunista” ante litteram. Ma arriva qualcosa anche di più tranchant. È la storia di Anania e Saffira che fanno i furbi, portano i loro beni nel calderone della comunità ma ne trattengono una parte, non si sa mai. Li scoprono. Pietro è impietoso: “Non hai mentito agli uomini, ma a Dio”. E, raccontano gli Atti, “Anania cadde a terra e spirò”. La stessa cosa dopo l’interrogatorio della moglie, anche lei “cadde ai piedi di Pietro e spirò”.
Certo, quella prima Chiesa di Pietro non ha nulla a che vedere con la storia della Chiesa che fu formata e strutturata da Paolo.
Vedete come da un Conclave e da una crisi, poi risolta, del Parlamento tedesco si possa risalire perfino ai massimi sistemi. Ma non abbiamo tempo. Brutto tempo.

