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BOSSICO – Don Francesco e il suo cammino verso l’altare: chierichetto, organista da quando ha 15 anni, il lavoro come cuoco e adesso… la mensa eucaristica

Quando, nel pomeriggio di sabato 24 maggio, don Francesco Colombi riceverà l’ordinazione sacerdotale dalle mani del Vescovo Mons. Francesco Beschi nella cattedrale di Bergamo, per la comunità parrocchiale di Bossico si chiuderà una lunga stagione di ‘siccità’ sul fronte vocazionale.

L’ultima ordinazione di un prete originario di Bossico risale infatti all’ormai lontano 10 giugno 1972, con don Raimondo Sterni, che quest’anno compie 80 anni.

Prete della Diocesi di Bergamo

Don Francesco, che a gennaio ne ha compiuti 30, non è solo il primo Bossichese a scegliere la via del sacerdozio nel terzo millennio, ma è anche il primo a diventare prete per la Diocesi di Bergamo (e non per quella di Brescia).

Sì, perché quando sono entrato in Seminario, Bossico faceva ancora parte della Diocesi di Brescia, ma era già amministrata da preti bergamaschi. Qualche anno dopo c’è poi stato il cambio di Diocesi”.

Amministratore parrocchiale era infatti don Angelo Passera, parroco di Sovere, Piazza e Sellere, mentre come vicari interparrocchiali c’erano don Michele Lievore e don Roberto Gusmini (quest’ultimo ha vissuto nella casa parrocchiale di Bossico alcuni anni). È proprio in quel periodo che il poco più che ventenne Francesco varca la soglia del Seminario di Città Alta.

La vocazione

Di solito, parlando della loro vocazione, i sacerdoti (e, in generale, i religiosi e le religiose) sottolineano un aspetto: non si tratta di un ‘colpo di fulmine’, ma di una scelta maturata nel corso del tempo. Una scelta, perciò, maturata e meditata. Don Francesco, com’è nata la sua vocazione, la sua decisione di diventare prete?

Ci sono stati vari passaggi nel corso della mia vita. La mia vocazione è maturata innanzitutto facendo il chierichetto da bambino, servendo la Messa quasi tutte le mattine prima di andare a scuola, al tempo delle Elementari.

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