80 ANNI DALLA LIBERAZIONE – Fausto Pezzotti, tavernolese, partigiano che pagò con la vita la sua scelta di libertà
Fausto Pezzotti, nasce a Tavernola Bergamasca nel maggio del 1924 da una modesta famiglia. È l’ultimo dei figli dopo una sorella e tre fratelli.
Il padre Santo Filippo ha partecipato alla Grande Guerra, in cui è stato ferito e riceverà in seguito, nel cinquantesimo della vittoria, l’attestato di Cavaliere di Vittorio Veneto.
Fausto è un bel ragazzo biondo, sveglio e attivo, frequenta fino alla quinta elementare, si arrangia a fare qualche lavoretto come tanti giovani di allora, la guerra è già in atto, le opportunità di lavoro sono poche, per qualche mese lavora in Piemonte con altri tavernolesi come boscaiolo e taglialegna.
Al rientro in paese, nella primavera del ’44 riceve la cartolina di chiamata alle armi da parte della neonata Repubblica Sociale.
Viene inquadrato presso Alessandria nella Divisione di Fanteria di Marina “San Marco” che poteva contare, tra ufficiali, sottufficiali e truppa, su più di 12.000 uomini. Successivamente viene inviato in Germania con la sua Divisione per un periodo di addestramento che avrà durata di quattro mesi, precisamente a Grafenwohr, in Baviera.
Al termine dell’addestramento, ai primi di agosto, dopo un viaggio di una decina di giorni, la San Marco viene dislocata in Liguria e la sua Compagnia, presso Vado Ligure, ha il compito di presidiare la costa per impedire eventuali sbarchi alleati.
Nelle settimane successive alcuni reparti vengono impiegati anche in rastrellamenti nei confronti dei partigiani e di renitenti alla leva e Fausto assiste purtroppo anche a maltrattamenti nei confronti di gente del luogo, per la maggior parte contadini.
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