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INCHIESTA – Tra i metalmeccanici in sciopero. Silvano Franchina (Itema di Colzate): “Eravamo più di 700”. Gianluigi Belometti (Fiom Val Seriana): “1200 euro netti al mese per molti, ogni scatto 25 euro lori al mese, non è possibile”

di Luca Mariani

Bandiere rosse, azzurre e a strisce biancoverdi. Ce ne sono un po’ dappertutto: a Nembro e Pradalunga, a Villa di Serio e Albino, sui ponti di Nossa e Colzate. Sono le bandiere di Fiom-Cgil, Uil-Uilm e Fim-Cisl, insomma quelle dei sindacati. Sono il simbolo che gli operai del settore metalmeccanico sono in protesta perché il loro contratto nazionale è scaduto a giugno dello scorso anno e non è mai stato rinovato, perché la controparte, formata Federmeccanica e Assistal, ha deciso di chiudere il tavolo di confronto e discussione.

Per questo, venerdì 28 marzo i metalmeccanici hanno scioperato e nel centro di Bergamo hanno organizzato un corteo unitario. «Eravamo più di 700.» Commenta soddisfatto Silvano Franchina, rappresentante sindacale per la Fiom all’Itema di Colzate, dove i dipendenti sono più di 300: «Noi abbiamo presentato una piattaforma a Federmeccanica per rinnovare il contratto.

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