GRUMELLO DEL MONTE – Tra le vigne della tenuta Iris (come il nome della figlia) spuntano i tulipani
(dal numero del 3 marzo 2023)
L’originale idea di Gabriele Brusca per promuovere i suoi vini
L’ha chiamata Iris, col bel nome della figlia di 10 anni, la tenuta ai piedi della collina S. Pantaleone a Grumello del Monte dove Gabriele Brusca, 27 anni, nato e residente a Pontoglio, ha recuperato il vecchio cascinale abbandonato che ora è il fulcro della sua attività vinicola: “Dopo il diploma di perito agrario, avevo lavorato un paio d’anni come dipendente, ma nel 2017 mi si presentò l’occasione di affittare questa tenuta abbandonata ormai da tre anni. La passione per l’agricoltura in generale covava in me fin da bambino e quindi decisi di lanciarmi in questa avventura: un anno di prova dedicato al recupero delle vigne, dovevo capire quali estirpare e quali recuperare ai fini della produzione, e così estirpai tutte le piante malate e piantai 8.000 mq a Merlot bacca rossa ed altri 2.500 a Moscato a bacca gialla, entrambi vitigni autoctoni che andarono in produzione nel 2020”. Visti i buoni risultati ottenuti, Gabriele recupera altri 5.000 mq di vigneto con i vitigni di Franconia, altra essenza che i coltivatori locali avevano importato nel dopoguerra abbandonandone poi la coltivazione: “Nel 2018 abbiamo prodotto i nostri primi vini: il Rossorigo (Merlot all’80% e Cabernet al 20%), invecchiato per 6 mesi in barriques di rovere francese, il cui nome deriva dal latino ‘origo’, cioè origine; e, per la fine del 2019 il Mastrotigo, nato d dall’incontro tra la morbidezza del Merlot e la strutturata potenza del Cabernet, un vino rosso IGT Bergamasca dalle migliori uve del nostro vigneto, che rappresenta l’evoluzione continua della nostra attività”. Nella tenuta Iris si producono poi anche il Moscato giallo passito, ricavato da uve messe a ‘passire’, cioè a disidratarsi per 3 mesi nell’apposito ventilatoio ed il Franconia, entrato in produzione l’anno scorso. In questo periodo Gabriele si dedica soprattutto alla potatura delle viti ed alla legatura dei tralci; poi c’è la concimazione, la lavorazione dei terreni, il lavoro in cantina…: “Con papà che quando può mi dà una mano, il lavoro è continuo, dalla prima potatura che si fa in inverno alla vendemmia. I grappoli poi li raccogliamo tutti a mano per preservare il frutto nella sua l’integrità. Importantissimo è inoltre il lavoro in cantina, dove si svolge il lungo processo di affinamento durante il quale il vino evolve la sua struttura e sviluppa i suoi aromi. Per creare i diversi prodotti, vinifichiamo separatamente ogni uva e la assembliamo al momento dell’imbottigliamento, attraverso l’arte della composizione. L’anno scorso la siccità ci ha dato qualche problema, alcune piante ne hanno subito lo stress e i grappoli sono appassiti in pianta, tuttavia gli impianti più vecchi hanno resistito grazie alle loro radici più profonde”. Tra i progetti di Gabriele per il futuro della sua azienda c’è la realizzazione di una nuova cantina, ed altri 3.000 mq da estirpare per piantare il vitigno ‘Incrocio Manzoni’, un vitigno a bacca bianca per la produzione di un vino bianco fermo che completerà la varietà delle produzioni: “Per ora siamo arrivati a circa 10.000 bottiglie, che commercializziamo con la vendita ai privati ed ai ristoranti, partecipando alle varie fiere enologiche e naturalmente tramite i social. Di questi ultimi si occupa la mia compagna Giulia, che fa l’infermiera e nel tempo libero mi aiuta in questa attività”. Gabriele non ha gradito la ventilata ipotesi dell’Unione Europea di aggiungere alle etichette delle sue bottiglie l’avviso che ‘il vino fa male’: “E’ l’alcool che fa male alla salute quando assunto in quantità eccessive – commenta – .E poi perché danneggiare una produzione tradizionale tanto antica quanto prestigiosa del nostro Paese? Spero che si tratti solo di chiacchiere, e che l’UE ci ripensi”. Per promuovere i suoi prodotti Gabriele l’anno scorso aveva organizzato dei pic-nic in vigna che i visitatori gradirono molto; quest’anno ha avuto un’altra idea inedita e particolare: “Abbiamo piantato in mezzo ai filari di vite una gran quantità di tulipani e proporremo ai visitatori della nostra azienda, insieme alla degustazione dei nostri vini, una bella passeggiata nelle nostre vigne durante la quale potranno raccogliere un mazzetto di questi fiori da portarsi a casa come gentile omaggio”. C’è da credere che sicuramente anche questa originale iniziativa susciterà l’interesse di molte persone perché, come dice il Saggio, “la bellezza è un’eloquenza muta che, come il vino, rallegra ed inebria chi l’ammira”.
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