Il passaggio a livello, la rabbia della gente e la promessa: “Tutto sarà risolto entro il 2026”
(dal numero del 3 marzo 2023)
“Non è possibile che per andare in auto dalla zona del Santuario al centro del paese, a volte ci devo impiegare 40 minuti! Tutto a causa del passaggio a livello e di quelle sbarre che stanno abbassate troppo a lungo!”. Questo è solo uno dei tanti sfoghi dei cittadini di Albano Sant’Alessandro che, nella serata di lunedì 27 febbraio, si sono riuniti nella sala consiliare del Municipio per ascoltare dalle bocche del sindaco Gianmario Zanga e del vicesindaco Fabrizio Mologni le ultime novità sull’annosa questione del passaggio a livello che taglia in due il paese, separando la zona del Santuario dal centro. Più che annosa, sarebbe più corretto parlare di questione ‘pluridecennale’ perché da decine di anni esiste il problema… e da decine di anni non si riesce a risolverlo. Adesso sembra che il progetto che permetterebbe di ‘trovare la quadra’ (bypassando il passaggio a livello che si trova a pochi passi dal Santuario della Madonna delle Rose) potrebbe essere realizzato entro il 2026. Una data che per molti cittadini di Albano è troppo lontana, però stavolta c’è un vantaggio, perché si tratta di una data certa (o quasi certa…). Fra pochi anni il problema potrebbe essere finalmente risolto, ma qualcosa per migliorare la situazione la si potrà già fare in attesa del 2026, ad esempio riducendo (addirittura dimezzando) i tempi di attesa al passaggio a livello. Sì, perchè in passato c’era il capostazione e le sbarre venivano abbassate poco prima dell’arrivo del treno, per poi essere rialzate immediatamente dopo la partenza. Adesso che tutto è automatizzato, capita di dover aspettare 10 o 15 minuti fermi al casello. Se poi, dato che ora (come ha sottolineato il vicesindaco Mologni, che si sta occupando della questione ‘passaggio a livello’) oggi il numero dei passaggi è aumentato rispetto al passato; e aumenteranno ulteriormente quando, in futuro, si effettuerà il raddoppio della ferrovia con il passaggio dell’alta velocità che collega Bergamo a Brescia, e con un numero enorme di treno che passerebbero continuamente. In pratica, fra un certo numero di anni (anche se il raddoppio della ferrovia non è dietro l’angolo), le sbarre del passaggio a livello sarebbero perennemente abbassate. È quindi necessario un intervento che consenta alle auto (ma anche ai pedoni) di bypassarlo. Il progetto che rappresenta ‘l’uovo di Colombo’ c’è da tempo ed è stato approvato anche da RFI (Rete Ferrovie Italiane); prevede la realizzazione di un sottopasso sulla linea ferroviaria che partendo dalla via Tonale (sullo sbocco di via XI Febbraio in fronte al ‘Palasù’) passerebbe sotto i binari e sotto via Don Canini, passando dietro l’agriturismo e dietro il Santuario mariano, fiancheggiando la superstrada, per sbucare su via Madonna delle Rose in prossimità dell’Oasi Asca. Una bretella collegherebbe la salita del sottopasso ferroviario a via Don Canini. La nuova strada che partirebbe di fronte al Palasù sarebbe quindi parallela a via Santuario (quella del famoso passaggio a livello). “Questa – ha detto ai cittadini il vicesindaco Mologni – è secondo noi la soluzione migliore, perché permette di rendere più scorrevole il traffico e più sicuro il passaggio dei pedoni, togliendo le auto da via Santuario e rendendo tutto più agevole”. In questo modo il paese di Albano non sarebbe più diviso in due dal passaggio a livello: da una parte la chiesa parrocchiale dall’altra il Santuario, da una parte il palazzo comunale e dall’altra il centro sportivo… e via dicendo. C’è però un problema. Inizialmente sembrava che questo grande intervento (oltre al sottopasso di Montello) sarebbe stato finanziato con i fondi del Pnrr legati al primo lotto del raddoppio della linea ferroviaria tra Ponte San Pietro e Bergamo, soldi che devono essere spesi entro il 2026. “Eravamo tranquilli, poi però ci ha telefonato poco tempo fa il commissario che gestisce queste opere – ha spiegato Mologni – e ci ha detto che questi interventi sono stati stralciati dal primo lotto e verrebbero eseguiti successivamente col secondo lotto, che però non è finanziato dal Pnrr, quindi chi ha la mia età non so se lo vedrà. C’è però poi stata una bella notizia. Abbiamo mosso alcune autorità superiori e la settimana scorsa ci è stato detto dai responsabili di RFI che anche se stralciata dal primo lotto, finanzieranno quest’opera e la realizzeranno nell’arco di tre anni”. È intervenuto anche il parroco don Gianmario Aristolao, che ha chiesto (tra gli applausi dei presenti): “Nel frattempo non si possono accorciare i tempi al passaggio a livello? Come mai si deve aspettare fermi un quarto d’ora o anche venti minuti? Io lo sperimento quasi tutti i giorni”. Mologni ha risposto dicendo che gli è stato promesso che “entro 15 giorni ci avrebbero dato una risposta sulla riduzione dei tempi”. Per risolvere il problema dei pedoni, il Comune potrebbe poi finanziare la realizzazione di un sovrappasso pedonale che scavalcherebbe i binari. I cittadini di Albano, arrabbiati e stremati dai disagi dovuti al passaggio a livello, hanno manifestato i loro pensieri, le loro proposte, i loro dubbi ma, alla fine, sono usciti dal palazzo comunale con una duplice promessa: i tempi di attesa al passaggio a livello verranno ridotti di molto e fra tre anni il problema sarà definitivamente risolto con il nuovo percorso alternativo. Sperano, ovviamente, che le promesse delle Ferrovie non verranno tradite. Del resto, si parla di ‘promesse da marinaio’ e non di ‘promesse da ferroviere’.
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