PEIA – La famiglia Bosio, Adriano e Ivana si aggiudicano il 70° Campionato Mondiale di Ornitologia. Ivana: “Dedico ai canarini almeno 7 ore al giorno…non facciamo mai ferie”
(dal numero del 3 febbraio 2023)
Anche stavolta Adriano Bosio e la moglie Ivana Bertocchi sono tornati da Napoli – dove dal 14 al 22 del mese scorso si è svolto il 70° Campionato Mondiale di Ornitologia – carichi di premi e di medaglie: ben cinque titoli mondiali di categoria più una medaglia d’argento e una di bronzo. “Siamo contenti, certo – commenta Ivana – ma per noi non è una grande novità: alleviamo canarini da competizione da circa 30 anni, e siamo ormai abituati a questo concorso che vede in gara uccelli ornamentali provenienti da tutto il mondo…Il titolo mondiale l’abbiamo vinto con le varietà rosso mosaico femmina, il rosso mosaico femmina stamm, il rosso mosaico maschio stamm e il bianco stamm, dove ‘stamm’ sta per un gruppo di quattro esemplari della stessa varietà/colore, una sorta di “titolo a squadre”, mentre il quinto titolo iridato è arrivato con la varietà ‘Agata onice rosso mosaico maschio’”. A noi profani del settore tutti questi nomi forse dicono poco, ma bisogna considerare che al Campionato erano iscritti 21.618 allevatori, per un totale di 2748 partecipanti, dei quali 1536 italiani, tra cui, appunto, quelli della famiglia Bosio. Contrariamente a quel che magari pensa la maggior parte della gente, non si tratta di una gara canora, bensì di una vera e propria gara di bellezza: “Infatti, per colorarne il piumaggio come si deve, bisogna aspettare che i canarini abbiano 40 giorni, quando cominciamo a mettere 10 g di colorante nel loro pastone morbido giornaliero… I canarini li teniamo nel corridoio e in una stanza sotto il nostro appartamento, il primo pasto glielo diamo alle 5,30/ 6; adesso arriva il periodo della cova, ed ai novelli che nascono dopo 13/14 giorni tutti i giorni, oltre al pastone, somministriamo anche degli integratori”. L’alimentazione è molto importante ai fini di ottenere esemplari da gara, i pastoni devono essere rigorosamente freschi di giornata per evitare l’eventuale formazione di muffe, quello ‘normale’ è fatto di riso, albume d’uovo e semi germinati, mentre a quello per i piccoli si aggiungono biscotti e scagliola. “Nei primi 4 giorni di vita, siccome i ‘genitori’ della varietà ‘occhio rosso’ ci vedono poco, li devo imboccare io… Non bisogna lasciare nulla al caso, se si vogliono ottenere esemplari tutti di razza come i nostri, bisogna evitare anche la consanguineità, non sbagliare gli accoppiamenti, in questo mi aiuta molto mio figlio Giovanni, mentre io penso a tenere tutti i dati accuratamente registrati ed aggiornati”. Ivana dedica ai canarini un minimo di 7 ore al giorno, per lei non esistono né ferie né vacanze, ne cura quasi maniacalmente anche la pulizia, coadiuvata dal marito che, nonostante i problemi di salute, continua a mettere a frutto l’esperienza acquisita, mantenendo i contatti col mondo degli allevatori di canarini che sono molto numerosi e non solo in Italia: “Tanti però hanno dei ‘segreti del mestiere’ di cui sono gelosi, la gente non immagina quanto sia vasto e variegato questo mondo, per questo non si finisce mai di imparare ed ogni esperienza ci insegna qualcosa di nuovo. E quando ci mettiamo in viaggio per partecipare ai concorsi, niente gabbie, per carità, li mettiamo in ‘trasportini’ appositi, comodi ed attrezzati, altrimenti chi li sente gli animalisti…”. Per dare un’idea del lavoro che questa passione comporta basti pensare che su 140 coppie di canarini allevati, quelli perfetti che si ottengono sono circa una quindicina: “I nostri canarini sono tutti di razza, intendiamoci, ma come succede per gli altri esseri viventi, non tutti riescono bellissimi, e anche per sceglierli bene ci vuole un occhio allenato. Quanto alla loro sorte, molti poi li vendiamo anche tramite gli altri allevatori che conosciamo. Le richieste vengono soprattutto dalla Turchia, dal Marocco, dall’Egitto, dalla Spagna, dove le nostre varietà sono molto apprezzate”.
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