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CASAZZA – Nicem, la regina del carbonato di calcio, volta pagina: i Birolini hanno ceduto al colosso svizzero Holcim

(dal numero del 20 gennaio 2023)

Tatiana, la figlia del fondatore: “Abbiamo accettato la loro offerta dopo che ci sono state date garanzie sul personale ed è stato sposato in pieno il nostro impegno per l’ambiente. Dal 2008 estraiamo solo in sotterraneo”. Una storia iniziata nel 1971 da papà Luigi

All’inizio del territorio di Casazza (venendo da Bergamo), all’altezza della rotatoria che porta a Gaverina e al Colle Gallo, c’è una delle realtà industriali più importanti della Val Cavallina, la cui importanza va però ben oltre i confini bergamaschi. Stiamo parlando della Nicem Srl, l’azienda della famiglia Birolini che è leader nella produzione di carbonato di calcio nel Nord Italia con un fatturato netto nel 2022 di ben 12 milioni di euro. Fino a qualche anno fa, però, era più facile notare la presenza di questa azienda, perché la montagna vicina portava i segni della vecchia cava da cui, da molti decenni, si estrae il carbonato di calcio. Negli ultimi anni questi segni sono meno evidenti, perché la dirigenza della Nicem ha deciso una quindicina di anni fa di porre fine alla cava a cielo aperto e di avviare l’estrazione del materiale nel sottosuolo; tra l’altro, per favorire il verde si è deciso di piantumare la vecchia cava, che oggi si presenta molto più verde che in passato. L’attenzione all’ambiente è uno dei punti fermi della Nicem, fondata nel lontano 1971 da Luigi Birolini, che oggi ha 87 anni. Di recente lui e i suoi figli hanno deciso di ‘passare la mano’ cedendo l’azienda a Holcim Italia, branca italiana del colosso svizzero Holcim. Ne abbiamo parlato con Tatiana, figlia del fondatore di Nicem. Lei si occupa della gestione della qualità, il fratello Valter segue la produzione e l’altro fratello Roberto è responsabile commerciale e amministrativo; papà Luigi è l’amministratore unico. “La nostra famiglia era proprietaria al 100% dell’azienda, ma abbiamo ceduto l’intera quota a Holcim Italia accettando la loro proposta”. Siete stato voi a cercare loro o sono stati loro a contattarvi? “Non li abbiamo cercati noi, ma siamo stati contattati lo scorso anno e ci è stato sottoposto il loro interessamento per la nostra azienda. Abbiamo quindi preso atto della loro proposta e ci siamo interrogati sul futuro. Dato che all’interno della famiglia – spiega Tatiana – non c’era un ricambio generazionale, abbiamo ritenuto di cogliere questa opportunità. Io e i miei fratelli, infatti, abbiamo tutti due figlie, ma hanno scelto strade completamente diverse e non lavorano in azienda. E, comunque, abbiamo accettato l’offerta di Holcim anche perché ci sono state date le garanzie che avevamo chiesto sul personale, sulla tutela delle persone che lavorano con noi; di questo si era discusso all’interno dell’accordo. Inoltre, Holcim ha sposato in pieno il nostro impegno sull’ambiente, ha interessanti progetti di sviluppo per il futuro e ha manifestato l’intenzione di investire sul nostro territorio”. Voi fratelli Birolini resterete a lavorare in azienda? “Restiamo per un fisiologico passaggio di consegne”. Lei ha parlato poco fa del vostro impegno per l’ambiente. “Sì, la nostra famiglia in tutti questi anni si è impegnata nella tutela dell’ambiente e del nostro territorio. Infatti, noi estraiamo esclusivamente in sotterraneo dal 2008, quando il vecchio giacimento è stato chiuso. E così, la vecchia cava a cielo aperto, che non è più in attività, è stata recuperata attraverso le piantumazioni. Questo è stato importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello estetico”. A cosa serve il carbonato di calcio? “È un materiale che viene utilizzato in vari ambiti, dalla carta alle vernici, dai mangimi alle pitture, oltre, ovviamente, all’edilizia. In questi decenni abbiamo sempre garantito materiali di ottima qualità”. La famiglia Birolini ha pubblicamente spiegato: “Holcim è il futuro che Nicem si merita! Sì, perché lo riteniamo il giusto ‘premio’ che la nostra azienda può ottenere dopo oltre 50 anni di attività fondata sulla credibilità, sulla affidabilità, sulla tutela del lavoro e dei lavoratori. Un cambio che nulla toglie, anzi. Un’azienda importante e internazionale come Holcim saprà dare ancora più slancio e prestigio a questa ‘creatura’ nata nel 1971 dalla volontà di nostro padre Luigi. Non solo. Chi ci ha conosciuti avrà già chiaro che abbiamo fatto questa scelta solo con chi ci ha garantito il mantenimento dei livelli occupazionali e dei rapporti contrattuali. Insomma, il futuro può riservarci solo cose belle. Un caro saluto dai Birolini”.

Un po’ di storia

Stiamo parlando dei primi anni del 1900 quando, alla cava Martina di Casazza, inizia l’attività di estrazione. Un giacimento alla destra del torrente Cherio, posto tra i 360 e i 600 metri sul livello del mare. Ed è dal 1971 che lì opera la Nicem, società della famiglia Birolini, ai primi posti in Italia nella produzione di carbonato di calcio. Per Nicem si tratta di oltre 52 anni di lavoro, di passione e dedizione verso la qualità, le persone, l’ambiente. L’attenzione verso l’ambiente prende ancora maggiore consistenza a partire dal 1993 con l’intervento di recupero ecologico della cava attraverso soluzioni di bioingegneria e biotecnologia che hanno consentito una copertura vegetale completa e stabile del fronte di cava. E, dagli anni 2000, grazie all’impegnativo progetto che ha portato Nicem a lavorare esclusivamente in sotterranea. Un cinquantennale capitolo di storia si chiude, adesso se ne apre un altro.

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