ALBINO – L’Enoteca Wimply, 60 anni di passione e di qualità, da nonna Pierina al nipote Matteo
(dal numero del 6 gennaio 2023)
“Il marchio ‘Imprendigreen’ e il rapporto con i clienti. Vendiamo non solo vino, ma birra, pasta, patatine, confettura, grissini… tutti fatti in modo artigianale”
Via Mazzini, il cuore commerciale di Albino. Tra i tanti negozi di questa arteria del centro storico c’è un piccolo gioiello, una enoteca che a dicembre ha ottenuto un significativo riconoscimento, il marchio ‘Imprendigreen’, assegnato da Confcommercio a quelle aziende (otto in provincia di Bergamo) che hanno dimostrato un comportamento ‘ambientalmente virtuoso’. Siamo quindi andati a parlare con Matteo Maggi, 35 anni, l’attuale titolare dell’Enoteca Wimply. Con lui ci immergiamo in 60 anni di storia, di lavoro, di passione. Sì, perché a fondare questa enoteca è stata nonna Pierina Piccinini nel lontano 1962. “Siamo alla terza generazione – sorride Matteo – La fondatrice è stata mia nonna, che è andata avanti fino al 2002. Poi, con l’arrivo dell’euro, non se l’è più sentita. È quindi subentrato mio papà Mauro, che l’ha guidata per 20 anni. Due anni fa è andato in pensione e ho preso in mano io l’enoteca. Facevo l’impiegato al Cotonificio Albini ed ho completamente cambiato vita, anche se io, in realtà, ho sempre bazzicato qui fin da quando ero bambino, anche perché qui abbiamo anche la nostra casa”. L’enoteca è molto cambiata rispetto al momento della sua nascita. “All’epoca si trattava di una fiaschetteria – spiega Matteo – dove il vino veniva travasato dalle damigiane nei fiaschi e poi venduto. Questo negozio era diviso in due: da una parte c’era la fiaschetteria della nonna, dall’altra la bottega di barbiere del nonno. A mia nonna la licenza era stata data da una parente che nell’altra parte della strada aveva un’osteria e che stava cessando l’attività. La fiaschetteria delle origini si è poi trasformata nell’attuale enoteca, dove vendiamo non solo il vino, ma molti altri prodotti. Devo dire che la trasformazione più forte l’ha fatta il mio papà con l’inserimento di prodotti alimentari”. Infatti l’Enoteca Wimply è molto più di una semplice… enoteca. Accanto alle numerose bottiglie di vino rosso e bianco (tutte di buona qualità), si vedono infatti bottiglie di birra, sacchetti di farina per la polenta, pacchetti di patatine, vasetti di confettura, biscotti, pasta, riso, grissini stirati a mano, cioccolato, uova e tanto altro. Non si tratta però del classico negozio di alimentari, perché qui si vendono prodotti che altrove non è facile trovare. Qui ci sono prodotti che vengono prodotti in modo artigianale, dando un’attenzione particolare alla qualità delle materie prime e alle loro origini. “Sì, i prodotti che vedi qui sono artigianali, fatti a mano e di alta qualità. Ci sono anche prodotti locali come, ad esempio, le uova delle ‘Selvagge’, le galline allevate in un grande pollaio di Nembro in modo biologico. Nello scegliere i nostri prodotti, oltre alla loro qualità e al modo in cui vengono realizzati, teniamo anche conto delle mode. Mi spiego: oggi teniamo più birre di 10 o 15 anni fa, così come il gin. Oppure lo Champagne, che adesso va di moda”. Parliamo ora di questo riconoscimento, l’Imprendigreen, che è legato al tema ambientale. “Questo riconoscimento di Confcommercio è nato per sensibilizzare le aziende e i cittadini a comportamenti ecosostenibili incentrati sull’Agenda 2030 dell’Onu. Questo significa che ognuno di noi, nel suo piccolo, può e deve fare qualcosa per l’ambiente. A gennaio mi è arrivata una mail e ho risposto a un sondaggio dell’Università di Pisa, commissionata da Confcommercio. Da questo sondaggio e dalle risposte che ho dato è risultato un punteggio, quello massimo, che mi ha permesso di ottenere il riconoscimento”. Quali fattori hanno portato a questo risultato? “Mi è stato chiesto, ad esempio, che tipo di illuminazione e di riscaldamento uso in negozio; io utilizzo la luce a Led e non ho il riscaldamento e nemmeno l’aria condizionata. Qui c’è la temperatura ambiente, anche per la conservazione dei vini. Qui sotto c’è la cantina, quindi la temperatura si autoregola: quando fuori fa freddo qui c’è un po’ più caldo, quando fuori fa caldo qui c’è più fresco. E poi, hanno pesato molto alcuni miei comportamenti. Uno dei miei principali lavori è quello di consegnare l’acqua in bottiglia nelle case con la vecchia formula del ‘vuoto a rendere’. Io faccio le consegne su tutto il territorio di Albino, porto le bottiglie piene e ritiro quelle vuote. Adesso c’è una certa sensibilità su questo fronte, perché molte persone tendono a utilizzare meno la plastica”. Quella del vuoto a rendere è un’attività che hai cominciato tu? “No, la facevano sia mia nonna che mio papà. Io ho semplicemente continuato su questo percorso e questo è stato molto apprezzato anche dai clienti. Arrivano infatti persone che dicono: ‘siamo stanchi delle bottiglie di plastica’ e ritornano a prendere l’acqua in bottiglie di vetro. Tra l’altro, la qualità dell’acqua è diversa, ci si rende conto della differenza”. Niente riscaldamento, luci a Led, niente bottiglie di plastica… e poi attenzione al riciclo di sacchetti di cartone e di tappi di bottiglia. Si può dire che l’Enoteca Wimply ha un impatto ambientale molto vicino allo zero. Da qui nasce questo riconoscimento ‘green’. “Cerchiamo di sensibilizzare i nostri clienti e infatti diversi di loro vengono qui con il loro sacchetto o la loro borsa; questo consente di consumare meno cartone, che ormai non costa così poco…”. Oltre al riconoscimento ‘Imprendigreen’, l’enoteca vanta il titolo di ‘Attività storica’ dato dalla Regione Lombardia. “Siamo su alcune guide, come Golosaria e il Gambero Rosso, che attestano la storicità dell’enoteca e la qualità dei nostri prodotti”. Al centro dell’attività della famiglia Maggi ci sono la qualità dei prodotti venduti e il rapporto con i clienti. “Sì, diamo grande importanza al rapporto col cliente, alla fiducia che ha in noi. Il cliente si fida di noi, perché sa che noi facciamo una selezione dei prodotti da vendere; sa che qui si trovano prodotti, dal vino ai biscotti, dalla farina alla birra, di alta qualità. Ti faccio un esempio – Matteo mi mostra un sacchetto di patatine – Queste sono patatine spagnole che hanno vinto per 14 volte consecutive i campionati mondiali di patatine. Ovviamente costano più delle altre, ma la qualità è garantita. Magari uno non se la concede tutti i giorni, ma una volta alla settimana si vuole mangiare delle patatine più care ma più buone”. Chi sono i tuoi clienti? Solo gente di Albino? “Adesso vengono anche da altri paesi. Io non faccio pubblicità, ma mi baso sul passaparola, perché un cliente soddisfatto ci farà sempre pubblicità parlando bene di noi”. Entra una signora sulla settantina. Dice a Matteo: “Vorrei comprare una bottiglia di vino buono, ho ospiti e voglio fare bella figura”. Lui le chiede quanto vuole spendere e le propone un rosso della Valcalepio. La signora se ne va soddisfatta. Oggi si beve meno vino che in passato. “Sì. Oggi si beve meno ma meglio, dando più importanza alla qualità. Si preferisce bere un bicchiere di buon vino che due di vino di bassa qualità”. Un mix di qualità, attenzione al cliente e all’ambiente e tanta voglia di lavorare sono il segreto dell’Enoteca Wimply della famiglia Maggi. 60 anni di storia, da nonna Pierina fino al nipote Matteo, passando per Mauro.
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