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ONORE – Elio & Dionora e il loro “Alimentari Olga” dagli anni Sessanta: “Il nostro punto di forza sono la carne e…le polpette con la ricetta della mamma. Tra qualche anno la pensione e…”

(dal numero del 22 novembre)

È iniziato tutto negli anni Sessanta, quando il piccolo negozio ‘Alimentari Olga’ si trovava al piano terra dell’Albergo Betulla, a Onore. “Poi mamma Olga e papà Luigi si sono trasferiti qui nel 1962”, spiega Dionora Tomasoni, titolare del negozio insieme al fratello Elio. Siamo a pochi passi dalla centralissima piazza Pozzo, in una di quelle botteghe che ancora profumano di famiglia. Sono passate da pochi minuti le tre del pomeriggio di un mercoledì di metà novembre, l’aria è tagliente, ma trovo un raggio di sole nel sorriso di Elio, che si affaccia sulla porta secondaria del negozio. La pausa pranzo è saltata, Elio e Dionora stanno sistemando i prodotti sugli scaffali e poi si riparte, alle 16 in punto. “Sono qui da 45 anni – spiega Dionora – e quindi ormai si avvicina la pensione. Sai, ho iniziato quando avevo 14 anni e adesso un po’ di stanchezza inizia a farsi sentire”. Elio annuisce mentre indossa il camice bianco: “Quando è morto nostro papà nel 1996 sono subentrato io, poi se n’è andata anche la mamma nel 2007 e abbiamo assunto due dipendenti, Bartolomeo e Roberto, che sono con noi ancora oggi”. Il nome è sempre rimasto lo stesso: “Era giusto così, perché la mamma ha dato il via all’attività ed è stata l’anima di questo negozio. E’ anche un modo per ricordarla”, così come la ricorda una fotografia, accanto al suo Luigi, proprio sopra il banco degli affettati. “E oggi chiamano Olga anche me”, sorride Dionora con un pizzico d’orgoglio. Sono cambiate tante cose da quegli anni Sessanta: “Abbiamo fatto un mutuo per riuscire a dare un nuovo volto al nostro negozio, nel 1999 l’abbiamo completamente rifatto, però come allora i nostri clienti trovano un po’ di tutto, dai prodotti alimentari, a quelli per la casa, ma anche le bombole del gas e il cherosene. Avevamo una licenza di quelle vecchie e quindi potevamo vendere tutto quello che volevamo, i fiori, le scarpe, la cartoleria; avevamo anche pensato di ingrandirci per riuscire ad aggiunge qualche prodotto di casalinghi, ma non siamo riusciti”. Il vostro punto di forza? “Il papà faceva il macellaio, spolpava la carne e mamma la vendeva. L’abbiamo sempre tenuta e non è scontato trovare un negozietto come il nostro che ha un banco della carne. Non solo, anche i formaggi e i salumi, pensa che taglio 600 cotti all’anno. Ma sai quale è il prodotto più richiesto? Le polpette di Olga, con la ricetta originale della mamma”. Sotto il negozio c’è il laboratorio dove Elio prepara la carne. Scendiamo qualche scalino e qui si spalanca un altro mondo: “Insieme al mio operaio prepariamo quello che hai visto nel banco, ma abbiamo anche due celle frigorifere dove conservo la carne e quella che vedi è arrivata dal Piemonte. Fino a qualche anno fa preparavo anche i ravioli, ma adesso è impossibile, le ore di lavoro sono già molte e quindi alcuni prodotti di gastronomia li acquisto. Sono sempre di ottima qualità perché è così che noi negozi di paese riusciamo a vivere e qui penso proprio di poter dire che abbiamo un buon rapporto tra qualità e prezzo”. Dentro questa bottega si respirano sacrifici e soddisfazioni: “Passiamo qui tante ore al giorno, la sveglia suona sempre presto, a volte anche alle 4 – racconta Elio -. Io abito a Clusone, mentre mia sorella ha l’appartamento di sopra e poi la sera non siamo a casa prima delle 21… d’estate sono anche le 22. Lavoriamo con il paese, ma anche quelli limitrofi e una buona fetta dei nostri clienti sono villeggianti; siamo qui anche il sabato e la domenica mattina e adesso che arriva il Natale inizieremo a preparare i cesti per le aziende del territorio, ma li mandiamo anche a Milano e l’anno scorso persino in Inghilterra! Però sai, in questi anni ci siamo tolti delle belle soddisfazioni con i nostri clienti, perché se loro sono soddisfatti di quello che proponiamo, non possiamo che esserlo anche noi. Non è sempre semplice, in questo lavoro non puoi permetterti di ammalarti, chiedi a mia sorella quanti giorni siamo rimasti a casa in questi anni… e devi avere sempre il sorriso, anche se qualcosa non va per il verso giusto”. Dionora ed Elio lavorano fianco a fianco: “Io mi occupo della carne, dei formaggi e dei salumi, mentre mia sorella della cassa e del magazzino. Non abbiamo lo scanner per la cassa, ma è come se lo fosse lei, conosce tutto a memoria e abbiamo 4000 prodotti… non sono pochi. Se andiamo d’accordo? Beh magari ogni tanto ci becchiamo, ma se dopo più di 40 anni siamo ancora qui, direi che va tutto bene”. Facciamo un tuffo nel passato: “Ero piccola – racconta Dionora -, ma lo ricordo come fosse ieri! Mia mamma mi faceva mettere a posto la frutta, oppure fare i pacchettini del formaggio, dello zucchero, del sale e della farina che a quei tempi si vendevano sciolti oppure aiutavo i clienti a mettere i prodotti nelle borse quando avevano finito di fare la spesa. Venivo qui dopo la scuola quando avevo 12 anni e poi, dopo la terza media, questo è diventato il mio lavoro”. Si è fatto tardi, il tempo corre e i clienti attendono. Un ultimo sguardo in avanti: “La pensione ormai è vicina e vedremo cosa fare, se proseguire per qualche anno o se provare a cedere l’attività. Ci dispiacerebbe chiudere, sia perché abbiamo fatto tanti sacrifici anche economici e anche perchè significa togliere un servizio al paese… troppe serrande in questi anni si sono già abbassate, sarebbe un peccato”.

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