(p.b.) “UnArameo errante era mio padre, egli scese in Egitto e vi dimorò come straniero” (Deuteronomio 24,5). Nella mia valle, quando si sciolse la Comunità Grande di Scalve, ci fu una disputa decennale sulla spartizione dei beni (ingenti) tra “originari” e “forestieri” e tra questi erano comprese famiglie presenti in valle da due secoli. Un tale non fu mai candidato a sindaco (pur facendone le funzioni effettive) per il solo fatto che era considerato ancora “forestiero” pur abitando in valle da trent’anni. Chi è davvero forestiero sulla madre terra? E le “colonne infami” che salgono le valli disperate alla ricerca di refrigerio e le scendono con la stessa disperazione la sera della domenica sono di “forestieri”. I villeggianti milanesi nelle valli sono stati vissuti come una risorsa fastidiosa, altri costumi (anche succinti), altro dialetto da sbeffeggiare.

