(p.b.) Tempi grigi, con le sue cinquanta e passa sfumature (riferimento al film più visto in queste settimane) che sembra che il mondo si sia rassegnato a sopravvivere nella mediocrità, cercando sensazioni anche estreme nelle relazioni umane. E’ l’esaltazione dei rapporti individuali, nella decadenza dei “miti eterni della patria e dell’eroe” che eterni non erano, direbbe Brecht che ironizzò sugli “invincibili eserciti” “in fuga furiosa” e sull’ “innumerabile” armata le cui navi, al ritorno, dopo la sconfitta, “le si potè contare”.

