Lunedì, 12 Settembre 2016 10:46

scuola genitori sull'orlo di una crisi di nervi In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(1 Vota)

Anna Carissoni

Non avrei mai pensato ci fossero dei genitori che vedono con timore il ritorno a scuola dei loro pargoli. Eppure ce ne sono, come mi conferma una giovane mamma con due figli alle elementari e mi racconta di altri padri e madri che vivono lo stesso disagio.

Disagio le cui cause non sono, come si potrebbe immaginare, problemi gravi di apprendimento, rifiuto della scuola, incompetenza degli insegnanti o altro, bensì - udite udite! - i compiti a casa, la cui esecuzione compromette quotidianamente la serenità dell’intera famiglia perché i piccoli scolari, al momento di eseguirli, si mostrano svogliati sbuffando, facendo capricci e rimandandone l’esecuzione ad un non meglio identificato “dopo”. Magari a quando il padre torna dal lavoro o, peggio ancora, alla sera tardi, quando invece sarebbe ora di andare a nanna…

Forse allora ai giovani genitori sull’orlo di una crisi di nervi potrebbero tornare utili i consigli di un’esperta come Federica Mormando, che se ne intende perché è una maestra e una neuropsichiatra che, insoddisfatta della scuola “normale”, ne ha fondato una sua dove i bimbi vivono lo studio con passione e con gioia nonostante – o forse proprio perché –vi vigono regole rigide ma ragionevoli e giuste.

Dunque dice la Mormando, se i compiti sono davvero troppi bisogna parlarne al dirigente e all’insegnante per ottenerne la diminuzione, ma poi devono farli gli scolari, da soli, non i genitori! Magari con una presenza discreta della mamma intenta a qualche altro lavoro, che ogni tanto interrompe per incoraggiare i più piccoli, ma che mai si sostituisce a loro né permette che lavorino all’ultimo momento. “Se a sera il quaderno è ancora vuoto, niente nottata di tutta la famiglia ad attendere che il pargolo partorisca la paginetta. Si va a scuola senza e ci si prende, giustamente, il brutto voto e i rimproveri dell’insegnante”.

Anche il carosello dei corsi, utili spesso solo a parcheggiare i rampolli da qualche parte, è spesso eccessivo e controproducente. “Correre nei prati, o nei parchi cittadini, o nei cortili dei condomìni, dopo un accurato controllo dei pericoli umani, è molto più utile dei corsi ad ore di vari sport. Suggerisco perciò un solo sport ed un’educazione musicale e artistica, ricchezza acquisita che durante l’adolescenza potrà fare la differenza tra chi ha la testa vuota e chi ce l’ha colorata di idee”.

Anche la moda delle vacanze brevi del fine-settimana andrebbe un po’ ripensata: “Vedo molti bimbi con la valigia in mano ogni venerdì sera, ma ne sento parecchi – e sono i più saggi - dire che preferirebbero stare a casa. Un po’ di tranquillità, di silenzio, di spazio, di fantasia, finalmente liberi dall’egemonia frenetica dei genitori e degli ‘animatori’ in perpetuo movimento, fanno talora meglio del cambiare aria e di qualsiasi sport-club”.

 

Letto 587 volte
Altro in questa categoria: « STORIA DI TURI
Devi effettuare il login per inviare commenti