Dovrebbe essere l’anno del cinquantesimo di vita, il 2018, per la sezione dell’Avis Scalvina. Ma si è tra color che son sospesi. La Banca fa pressioni, c’è la rata del mutuo di 200 mila euro da pagare (per la nuova sede di via Polini) che l’Avis Scalve non può pagare pur avendo un credito di 22 mila euro con l’Ospedale di Bergamo. Soldi che non vengono pagati. La convenzione tra Avis Scalve e Ospedale Papa Giovanni è scaduta il 31 dicembre scorso. Che si fa? Telefonate incrociate cui risponde un silenzio assordante. L’Avis Scalve ha onorato l’impegno anche con la raccolta del 23 dicembre scorso, 106 donazioni consegnate sempre all’Ospedale di Bergamo. Non ci può muovere se non c’è risposta. Perché l’Avis Scalve è a rischio chiusura se l’Ospedale cittadino non rinnova la convenzione senza i diktat dell’Avis provinciale, in pieno scontro contro l’autonomia della sezione scalvina, pretendendo di prelevare 7 euro per ogni sacca “donata” per presunte spese che gli avisini scalvini contestano in quanto “per noi non spendono nemmeno un euro, facciamo tutto da soli e abbiamo un mutuo da pagare per la sede che abbiamo costruito con i nostri soldi”…

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