Le barche a vela si mischiano alle Madonne che fuoriescono da tronchi di legno, prendono le forme di pezzi di cuore e anima di Valentino, che con lo scalpello e un tronco di legno scioglie i… nodi che gli nascono dentro. Perché Valentino Maj, scultore autodidatta, ha cominciato così, i nodi, la barca, il mare. Un trittico che poi ha portato e porta ovunque o in nessun posto, un viaggio dentro che spalanca orizzonti e li trasforma in infinito. Valentino che nasce e vive in montagna, a Schilpario ha il laboratorio e a Vilminore ci vive, la sua ispirazione in realtà l’ha presa dai… nodi: “Un giorno – spiega Valentino – ero in barca a vela, ho buttato l’occhio sui nodi, è cominciato tutto lì, i nodi, da sciogliere, a cui dare un senso, una direzione”. Un po’ quella che cercano tutti e forse è anche bella da non trovare. Valentino del legno si è innamorato che era un bimbo: “Ero piccolo e con il coltellino intagliavo fischietti, cose così”. In famiglia nessuno aveva la passione di Valentino, ma le passioni non si ereditano, crescono dentro: “Ho fatto tutto da solo, ho insegnato per 30 anni meccanica in un istituto professionale e quando avevo tempo libero mi mettevo a intagliare, a creare”. Blocchi di legno spogliati dal superfluo da dove emergono barche a vela, oggetti che si snondano… e sciolgono nodi, che sbattono d’energia, figure dolci, che invogliano a toccarle, a prenderle in mano e sentire la forma di un’anima che ha consistenza…

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