Scordatevi la bicicletta come passione, le pedalate con il sudore che gronda ma cosa vuoi che sia quando arrivi al traguardo e non importa in che posizione, scordatevi la voglia di fare sport per il gusto di farlo, il CSI che sta per Centro Sportivo Italiano dove a farla da padrone sono gli oratori e gli slogan decoubertiani. Macchè, questa è la storia di un cinquantatreenne, imprenditore di Rovato, che decide di vincere a tutti i costi, e chi se ne frega se il premio è un cesto magari con una formaggella o un salame, vuoi mettere arrivare primo e sbandierarlo davanti ad amici e colleghi che rosicano? E così nei giorni scorsi al Quarto gran premio Bar Sport di Bedizzole, Alessandro Andreoli sale in sella alla sua costosissima Argon 18 e vola, nel senso letterale del termine, al terzo posto, lui che qualche mese prima sui pedali arrancava, magicamente da qualche tempo infilava un risultato dietro l’altro, formaggelle e salami in cantina crescevano, così come la stima di colleghi ed amici.

Ma all’arrivo qualcosa non va. Le bici dei primi cinque classificati vengono sottoposte a controllo dello scanner termico per capire se c’è qualche motorino elettrico nascosto nella canna e la bici di Alessandro… bolle….

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