Giulia Lorenzi

Giulia Lorenzi

Lunedì, 15 Febbraio 2016

così è e ci piace

Compiti di fine settimana: studiare tutte le tabelline.

Assegnati oggi per venerdì prossimo. Sette giorni per memorizzarle, inframezzati nientepopodimeno da… dal resto della vita! Tutte le tabelline entro venerdì!!!

Come faremo con Giorgia? Voglia di giocare batte sempre voglia di studiare 10 a 1.

Credo che la maestra abbia esagerato veramente. Ma non lo si può dire a voce alta. Lo si può solo pensare.

Vabbè, risolveremo anche il problema tabelline!

Reinfilo il diario nello zaino e do un’occhiata alla mia pagina facebook sul tablet, spaparanzata sul divano di casa mentre Ilaria prepara un buon caffè. Anche per noi è finita la settimana lavorativa!

“Ci pensi tu, vero? Non mi ci metto neppure! Già so che mi innervosirò alla seconda volta che sbaglia il risultato o che guarda in aria per trovare l’ispirazione che non verrà! Ma ti pare sensato tutte le tabelline insieme?”.

Sorrido e senza togliere lo sguardo dal tablet, in tono sarcastico: “La aiuto io! Scommetto quello che vuoi che tu le tabelline non te le ricordi e faresti una figura becera con Giorgia!!”.

Silenzio.

Alzo lo sguardo ed Ilaria è lì, che mi sta fissando, in piedi, di fronte alla moka che fischia, con quella smorfia divertita e di sfida da “tanto lo sai che prima o poi te la faccio pagare!”.

“Mamma, devi aiutarmi! Io non me li ricordo tutti quei numeri! Odio la scuola! Odio le tabelline! A cosa mi servono poi?”. Giorgia dalla camera corre da noi in urla di angoscia ed isteria che sfociano in un pianto a dirotto.

Crisi familiare modalità ON.

La abbraccio e la lascio sfogare in attesa si calmi.

Ilaria mi guarda e, di nascosto, mi fa dei segnacci, sicura che Giorgia non la stia osservando. Mi viene da ridere, ma non posso in quel frangente. “Quanto è buffona questa donna!” penso, cercando di trattenere la risata e facendole altrettante smorfie per farle capire di smetterla. Giorgia però, da sotto il mio braccio, vede quel ghigno irresistibile di mamma Ilaria, quello che usa sempre per sdrammatizzare i momenti off limits: occhi strabici e lingua di traverso a penzoloni.

Giorgia comincia a ridere a crepapelle, malgrado qualche strascico di agitazione.

Ilaria, smascherata, accentua quell’espressione ed in pochissimo tempo la situazione di crisi si trasforma in divertimento e, come sempre capita in questi frangenti, partono le prime cuscinate ed è sempre ovvio che vinca lei, per permettere a noi due di sottrarci il prima possibile dal massacro di Giorgia che non riesce ancora a calibrare la sua irruenza ed a capire quando la deve smettere.

Alla resa finale propongo a Giorgia un piano strategico per studiare le tabelline.

“Guarda Amore, impara dai cinesi che ne sanno più del diavolo!” e quindi le mostro sul tablet la tabella magica che ti dimezzerà la difficoltà.

Giorgia mi guarda. “Ai tuoi bambini le insegni così?”.

“Certo! Le imparano prestissimo! Questa volta ti aiuto io, ma iniziamo domani. Mezz’ora al giorno, superconcentrata. E per venerdì le saprai perfettamente! Oggi è venerdì e in questa casa il venerdì…” “…NIENTE COMPITI!! Si impasta la pizza e si vede un film insieme!” urla con gioia Giorgia.

Ilaria si alza, versa il caffè che ormai è tiepido, prepara i tre berretti sgangherati da chef e, insieme, iniziamo a preparare la pasta per darle il giusto tempo di lievitazione. Mi piace sempre osservare l’impasto mentre si gonfia ed aumenta di volume. Sembra il mio cuore, in piena d’amore ogni volta che rientro in casa nostra.

Anche questa volta l’abbiamo scampata bella, ma già avverto il terrore dello studio dei verbi ed io, a quelli, non ci voglio minimamente pensare. È il turno di Ilaria. Ancora non gliel’ho detto, ma io ho un’allergia per tutti i trapassati del mondo. Sono sicura che cercherà di circuirmi come solo lei sa fare, proverà a patteggiare, mi supplicherà, ma questa volta non mollo proprio. Almeno, ci provo!

Non è che in casa nostra i piccoli drammi con nostra figlia si risolvano sempre così facilmente. E quando accade, sono lotte intestine tra quello che vorremmo noi per Giorgia e quello che è realmente la sua essenza. Non è semplice essere genitori, ma ce lo ricordiamo tutti che non è altrettanto semplice essere figli e trovare il giusto compromesso non ci riesce sempre benissimo. Ma, memori delle nostre fatiche passate di figli, ce la stiamo mettendo tutta, cercando sempre il miglior compromesso.

Una cosa alla volta.

* * *

Queste siamo noi. Questa è la nostra Famiglia: Ilaria + Giulia + Giorgia. Due mamme e una bimba. Una Famiglia. Esattamente questo.

A noi sembra così tutto incredibilmente bellissimo!

A dire il vero, malgrado i trapassati dei verbi che verranno, è tutto veramente bellissimo! Null’altro da aggiungere.

Così è se ci pare. A noi piace così, ci piace tantissimo e non cambieremmo una virgola di tutto questo. Ma se a voi non dovesse piacere, provate ad osservarci attentamente, senza il filtro del pregiudizio, ma solo con il Cuore.

E se proprio non ci riusciste, sforzatevi di farvene una ragione perché noi non rinunceremo mai alla nostra Famiglia per compiacere le vostre resistenze.

Giulia Lorenzi