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Riepilogo capitolo8:
  • Il Moicano tenente nella Missione inglese “Topo”
  • Le Missioni Soe
  • Le Missioni britanniche
  • Identità del Moicano
  • Il misterioso amico del Moicano
  • SCHEDA I - 22 luglio 1940: nasce la SOE
  • SCHEDA II - Gen. Raffaele Cadorna jr
  • SCHEDA III - Il C.L.N.A.I.
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    PERCHE’ FURONO PARACADUTATI AGENTI INGLESI NELLE NOSTRE VALLI

    Il Moicano tenente nella Missione inglese “Topo”

    PIERO BONICELLI

    "Abbiamo sempre dato per scontata la presenza di “agenti inglesi” del SOE (vedi scheda) nelle nostre valli, durante l’ultimo periodo della Resistenza raccontando i retroscena, i verbali, le testimonianze della strage di Rovetta dove a mezzogiorno del 28 aprile 1945, furono fucilati al muro del cimitero di Rovetta 43 giovanissimi militi della Tagliamento, che si erano arresi da due giorni con la promessa di aver salva la vita. Il succo di questa storia che il nostro giornale ha ripreso soprattutto da quando, sul numero dell’11 agosto 2006 di Araberara, abbiamo riportato l’intervista a Rita Marini, vedova di Paolo Poduje, protagonista col nome di battaglia di Moicano durante la Resistenza, è: che ci facevano qui, quali scopi avevano, quale ruolo, quale autorità, gli agenti inglesi? Poduje non era inglese, era istriano, ma fu, come altri italiani, reclutato dai servizi segreti inglesi. Ma che finalità aveva la “Missione Herrington” nelle nostre valli, a che scopo erano stati paracadutati i suoi agenti? Siamo in grado di riportare notizie esclusive, tratte dai documenti inediti degli archivi londinesi, che spiegano e raccontano i retroscena di questa e altre Missioni inglesi nelle valli del bergamasco e del bresciano. I brani che riportiamo (tranne quelli in corsivo che sono della nostra redazione) sono opera della nostra “fonte inglese” che ha fornito l’archivio Fiorani delle “pezze” di supporto, in pratica dei documenti che sono alla base di questa storia."
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    Le Missioni Soe

    Il SOE fin dal 1944 ha individuato nei territori del Comasco, del Bergamasco, del Lago d’Iseo e del Bresciano, le aree più importanti al fine dei collegamenti con le formazioni partigiane. In queste zone sono perciò paracadutate diverse missioni. Alcune di queste sono guidate da agenti italiani reclutati dal SOE. Tra queste ultime, la Missione ANTICER, paracadutata a Nord di Bergamo, si propone di creare un collegamento con la formazione partigiana delle Fiamme Verdi, ed ha un ruolo importante nell’accoglienza del Generale Cadorna. Inoltre fornisce agli Alleati utili informazioni sulle attività del C.L.N.A.I. La Missione FLOODLIGHT invece è a conduzione britannica e, all’inizio dell’Agosto del 1944, ha il compito di portare il Generale Cadorna nel Nord Italia, per richiesta del C.L.N.A.I. Il compito del Generale Cadorna dovrebbe essere quello di assumere il comando delle attività militari dei partigiani del Nord. Cadorna è paracadutato con il Maggiore Peters e due operatori rediotelegrafisti vicino al Lago d’Iseo.
    3 settembre 1944
    Agli inizi del Settembre 1944, il Comando Centrale degli Alleati incomincia ad inviare agli agenti britannici ed americani operanti nel Nord Italia delle istruzioni in vista della ritirata tedesca, considerata ormai prossima. In un documento del 3 settembre sono particolarmente messi in rilievo i seguenti punti:
    “-Evitare in qualsiasi modo il collasso dell’amministrazione locale fino all’arrivo delle truppe alleate, coinvolgendo i Comitati di Liberazione locali o le formazioni partigiane, tenendo presente che la durata del Governo Militare che sarà instaurato, dipenderà dalle condizioni di ordine e disciplina che sarà assicurato;
    -I proclami del Generale Alexander hanno il valore di legge e sono portati in esecuzione anche con il consiglio del Comitato Nazionale di Liberazione;
    -Il Governo Centrale Italiano con sede in Roma ha il sostegno del Generale Alexander e delle Nazioni Alleate, pertanto i Comitati di Liberazione locali dovranno astenersi dallo sfidarlo;
    -Il primo compito delle formazioni partigiane è di eseguire gli ordini del Generale Alexander. Il loro secondo compito è quello di garantire la legge e l’ordine;
    -I Comitati di Liberazione dovranno astenersi dal nominare Prefetti, Sindaci e altre cariche istituzionali al posto degli omologhi fascisti, se non nella forma di reggenti;
    -Le strutture pubbliche e le centrali elettriche devono essere protette con ogni messo;
    -Gli agenti operativi devono inviare in futuro informazioni sulla situazione politica, amministrativa, economica e sull’opinione pubblica”.
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    Era quindi chiaro ai servizi segreti inglesi il pericolo che la frammentazione delle formazioni partigiane poteva essere pericolosa al momento decisivo: ognuna poteva essere tentata di nominare sul campo propri sindaci di paese. E ancora prima anche l’azione militare andava al più presto ricondotta sotto un comando unico, quello del Generale Cadorna. Gli agenti paracadutati in zona aveva dunque compiti chiari, elencati fin dal settembre 1944. Come realizzarli era lasciata alla iniziativa e capacità dei comandanti delle missioni.
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    Le Missioni britanniche

    Le missioni ANTICER, che fanno parte della più grande missione RANKIN, continuano nell’area vicino al Lago d’Iseo anche nei mesi successivi. In una di queste, quale Head of Mission, compare il Col. Pearson, il SOE Advisor è il capitano italiano Salvadori, il P.W.B. Repr è il Capitano Howard, forse sostituito dal tenente Petoello, il Signals Officer è il luogotenente Mallaby, il N.C.O. British è il Sergente Falla, il G.D. Man è il soldato Lizza, il WTO il sergente Pickering. In una successiva missione ANTICER ricompaiono i nomi di Pearson, Salvadori, Howard e Falla, ai quali s’aggiunge come GD man Lizza. In un’altra ancora l’Head of Mission è il capitano Adams, il secondo il tenente Mathews, il colonnello Kyle, il GD man Donelley. Nella Missione CHARITON, all’interno della più grande missione RANKIN, che interviene nell’area del Bergamasco, ricompaiono alcuni agenti presenti nella missione ANTICER: l’Head of Mission è il tenente Petoello, delle comunicazioni s’occupa il tenente Mallaby, il primo operatore è il sergente Pickering ed il secondo Harbourd, il primo GD è il sergente Falla ed il secondo Lizza, il RAMC è il capitano Howell. In un documento del 2 settembre 1944 le missioni Rankin ritenute necessarie in vista di una possibile ritirata tedesca, sono diciannove.
    Tra le missioni britanniche già operative sul campo non ne compaiono nel Bergamasco. Risulta invece una missione italiana già attiva, per la quale è prevista la continuazione. Non è coperto il territorio di Brescia, ma ci si propone di attivare in breve tempo una missione per infiltrare anche questo territorio, utilizzando del personale britannico ed italiano già in addestramento in Puglia, o già contattato in vista di un addestramento. In particolare, è segnalata la scarsa disponibilità WTO in grado di gestire le comunicazioni tra i gruppi operativi e la base. In un elenco delle missioni attivate nel Settembre 1944 compare per la prima volta il nome di Manfred Czernin Beckett, come leader della missione BALLOONET, operativa nell’area di Tolmezzo. Nello stesso elenco delle missioni compare anche la missione britannica BANTRY, nomi utilizzati nelle comunicazioni FLOODLIGHT e SUPERBIA, operativa nell’area a Nord Est di Bergamo, guidata dal Maggiore Peters, con l’operatore WTO Alfieri, che aveva portato verso Milano il Generale Cadorna e Ferrero, il delegato del Comitato di Liberazione di Milano. Due pagine dopo, tra le missioni italiane previste ricompare la missione ANTICER, accanto alla quale non sono riportate annotazioni, volendo intendere con ciò che ancora non è stato designato il personale da destinarle. Cinque pagine dopo, un’annotazione ci racconta quale ruolo è attribuito dai Britannici alle missioni italiane: “Le missioni italiane sono destinate essenzialmente a ruoli operativi e non rientrano negli obiettivi dell’operazione RANKIN, a meno che non siano radicate sul territorio. Tuttavia il personale con particolare conoscenza della realtà locale, potrà essere disponibile per l’inserimento nelle missioni britanniche relative all’operazione RANKIN”.
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    Identità del Moicano

    Nella ricerca delle missioni operative nell’area del Bergamasco, per la prima volta ho trovato un indizio relativo all’esistenza e all’identità del Moicano. In un fascicolo sono raccolte le tracce della Missione HAPEVILLE. Su una carta a parte che introduce l’unica pagina del documento è scritto: “The attached slips are the only papers found in this file when it was received in Archives in January, 1967” (Traduzione: “I tagliandi (o scontrini) allegati sono le sole carte trovate in questo documento quando è stato ricevuto negli Archivi nel gennaio del 1967”.
    Sul retro del documento stesso si legge: “Please. Card on this file. Even if there are no papers in it yet”. (“Prego, annotare in questo documento. Anche se non ci sono ancora carte allegate”). Il documento è costituito da tre frammenti orizzontali, incollati su un supporto di cartoncino. Va inoltre aggiunto che è l’unico file conservato delle missioni sprovvisto di data. Il testo del primo frammento dice: “R. 3551. Please Card: CHARITON III, SOE Operation for HAPEVILLE Mission in N.W. Italy”. Il frammento è siglato in matita indelebile. Sotto, sul supporto di carta più pesante, è riportato “R. 3551”. Sul secondo frammento si legge: “NAME: PODUJE ALIAS: MOICANO OCCUPATION OR FUNCTION: Leader of HAPEVILLE mission under direction of British S/Ldr. CZERNIN of HOMESTEAD mission in N.W. ITALY. DATE OF BIRTH” “Nome: PODUJE ALIAS: MOICANO OCCUPAZIONE O FUNZIONE: capo della missione HAPEVILLE sotto la direzione della British S/Ldr. CZERNIN of HOMESTEAD mission in N.W. ITALY. DATA DI NASCITA” (nessun dato). Anche questo frammento è siglato in matita indelebile. Sotto segue uno spazio orizzontale del supporto di carta più pesante privo di scrittura, salvo per parte della sigla in matita. Il terzo frammento dice: “Please card: HAPEVILLE, SOE British mission under S/Ldr CZERNIN, but led by MOICANO (ITALIAN) IN BERGAMASCO area, N.W. ITALY. Operation CHARITON III”. Anche questo frammento è siglato in matita indelebile. Sul secondo supporto di cartoncino è annotato in matita indelebile: “21 NE/400/56 HAPEVILLE MISSION”. Sul penultimo frammento si legge: “1 NE/400/56” ed, infine, sull’ultimo: “P.T.O.”. Chi c’era a Rovetta
    A questo punto abbiamo ritrovato buon parte dei nomi dei componenti la missione SOE che si trovava nell’area di Rovetta nei giorni della strage: il comandante conte Manfred Czernin Beckett, capitano Pearson, tenente italiano Giuliano Mattioli alias Mathews ed, infine, Paolo Poduje alias Moicano. Manca solo, per il momento, l’operatore italiano WTO Vitaliano. I tre nomi del Moicano
    Ed ecco la scheda della missione affidata a Poduje, che dà importanti informazioni. Conferma prima di tutto il lancio nella notte tra il 6 e il 7 aprile 1945 sul terreno denominato SPRINGTIDE, con l’accoglienza organizzata dalla Missione HERRINGTON del Maggiore Czernin. Indica la denominazione TOPO, assegnata alla missione dal SIM. Conferma che il piano di collegamento radio è denominato HAPEVILLE e l’operazione CHARITON III. Informa che il personale risponde a AM III nella Valtellina e nel Bergamasco. Fornisce informazioni relative ai due agenti. Il sottotenente italiano sotto copertura, con funzioni organizzative, è Paolo Poduje, P. 220, alias Tomasini Paolo, Tomasi Paolo, conosciuto come Moicano.
    L’operatore radio, sotto copertura, è Casale Vincenzo, C.46, alias Mariani Giuliano, Vita, conosciuto come Vitaliano.
    Gli alias Tomasini e Tomasi richiamano il cognome della madre di Poduie e senza dubbio sono stati scelti per questo motivo. L’alias Tomasi compare per la prima volta in un documento del 26 marzo 1945.
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    Vedremo sui prossimi numeri i ruoli e i personaggi della missione inglese arrivati in Valle Seriana. Fin d’ora è chiaro che il comando era affidato al “conte” Maggiore Manfred: sarà lui a ricevere la resa, il 28 aprile 1945, alle ore 7.00 del mattino a Bergamo, firmata dal Maggiore Generale (tedesco) Ebeling. Le condizioni della resa erano state presentate dallo stesso Manfred, a nome del Comando Partigiano Bergamasco, la sera prima, alle ore 21.00, in un colloquio con il comandante tedesco. Gli lasciò una notte per pensarci. Il mattino del 28 aprile accettò, consegna delle armi e cessazione di ogni “azione di guerra”. Poche ore dopo, a Rovetta, qualcuno diede l’ordine di fucilare 43 prigionieri della Tagliamento al muro del cimitero.
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    RETROSCENA: ANDAVA A TROVARLO A MILANO

    Il misterioso amico del Moicano

    Nel numero del 6 agosto 2006 di Araberara la vedova di Paolo Poduje, Moicano, dichiarava che lei e suo marito in tutti gli anni in cui avevano vissuto a Milano non avevano ricevuto visite: “Vita da soli, nessun rapporto sociale, i pochi amici di mio marito erano dei medici che venivano ogni tanto, per il resto nessuno. Solo una persona che veniva da Bergamo… si mettevano qui in soggiorno e io andavo di là, li lasciavo soli a ricordare quei momenti, quegli anni…”. Di quell’uomo ci siamo messi alla ricerca, anche basandoci sui ricordi della vedova, e dopo mesi di informazioni e ricerche i nostri ‘contatti’ sono riusciti a rintracciare notizie ‘interessanti’. Un uomo, che preferisce mantenere per ora l’anonimato, residente in un paese dell’Alto Sebino, amico di uno dei capi locali di una formazione partigiana, ha raccontato con documenti alla mano, di aver accompagnato più volte a Milano, proprio nella zona dove viveva Paolo Poduje, il capo partigiano a fine anni ’80, inizi anni ’90. I due, professionisti andavano ufficialmente a Milano per corsi di aggiornamento, poi l’uomo accompagnava il capo partigiano nella zona di Viale Ungheria dove si assentava per qualche ora per poi andare a riprenderlo e riportarlo a casa. I viaggi sono continuati per diversi anni. Noi sappiamo il nome del capo partigiano, conosciutissimo. Indizi? Il Moicano era nato il 5 giugno 1915 ed morto l’8 luglio 1999. Il “misterioso” amico che lo andava a trovare a Milano era del 1916 ed è morto a fine 1999. Nei prossimi numeri approfondiremo l’argomento.
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    SCHEDA I

    22 luglio 1940: nasce la SOE

    Il Consiglio di Guerra britannico fonda la SOE (Special Operations Executive). Essa nasce per volontà di Churchill, che vuole una nuova organizzazione allo scopo di coordinare tutte le azioni, di sovversione o sabotaggio, contro il nemico oltremare. Primo responsabile è il politico laburista Dalton. La SOE coordina operazioni prima portate avanti da diversi enti, quali il Military Intelligence Research, il Dipartimento di Propaganda del Foreign Office, la Sezione d del SIS (Secret Intelligence Service). Inizialmente è divisa nei rami SO1, che avrà la responsabilità per la propaganda, e SO2, responsabile per i sabotaggi. La SOE nacque in un momento difficile per la Gran Bretagna, che è l'unica nazione che resiste alla pressione delle armate naziste, vittoriose in tutta Europa. Churchill ed i responsabili militari britannici sono consapevoli che per la Gran Bretagna, col rapporto di forze esistente, non sarebbe possibile lanciare una controffensiva sul continente. Per questo, gli strateghi inglesi hanno concepito l'idea di sostenere e incoraggiare tutti coloro che, nell'Europa occupata, sono disposti a resistere ai paesi dell'Asse. La SOE è un corpo elaborato specificatamente allo scopo di operare azioni in territori nemici, od occupati dal nemico, ed in paesi neutrali, dando così un contributo ai vari movimenti di resistenza contro le forze dell'Asse. Le azioni della SOE devono mirare anche a danneggiamenti economici contro obiettivi tedeschi; in effetti, appena scoppiata la guerra, vi era in Gran Bretagna una certa fiducia sul fatto che la Germania non avrebbe retto allo sforzo economico bellico, e che operazioni specifiche come ad esempio il sabotaggio degli oleodotti rumeni avrebbero reso molto difficile la vita al terzo Reich. Questo tipo di operazioni però saranno presto messe in secondo piano, quando sarà chiara la fallacia dell'assunzione base, e cioè della debolezza economica tedesca.
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    SCHEDA II

    Gen. Raffaele Cadorna jr

    Nato a Pallanza (NO) nel 1889, morto a Pallanza nel 1973; figlio del maresciallo Luigi Cadorna, Capo di Stato maggiore dell’esercito dal 1915-17, e nipote del comandante delle truppe entrate a Roma nel 1870 a compimento dell’Unità d’Italia. Ufficiale di cavalleria e di Stato maggiore, generale, comandante della Scuola di Pinerolo, poi del corpo motocorazzato "Ariete" che dal 9 settembre ' 43 si oppone ai tedeschi nell'occupazione di Roma. Caduta la capitale in mano germanica, elude la cattura collegandosi con il Centro militare clandestino del col. Montezemolo. Su invito del governo nazionale, insediato a Roma liberata, e del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (CLNAI) nell' estate del '44, lanciatosi col paracadute del Bergamasco, raggiunge Milano. È nominato comandante generale del CVL nel novembre successivo. Nell' insurrezione liberatrice dell' aprile '45 tratta la resa delle forze armate fasciste. Promosso per meriti speciali, nel maggio '45 è nominato Capo di Stato maggiore dell'esercito; decorato con 4 attestati al valore militare. Eletto al Senato della Repubblica nella prima e seconda legislatura.
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    SCHEDA III

    Il C.L.N.A.I.

    Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) (creato a Roma il 9 settembre 1943) era una formazione interpartitica formata da movimenti di diversa estrazione culturale e ideologica, composta da rappresentanti di comunisti PCI, cattolici DC, azionisti PdA, liberali PLI, socialisti PSIUP, e democratici-progressisti PDL. Il Partito Repubblicano rimase fuori dal CLN, pur partecipando alla Resistenza, per la sua posizione Istituzionale che comportava una pregiudiziale Antimonarchica-Istituzionale. Rimasero fuori anche alcuni gruppi di sinistra che non accettavano il compromesso dell'unità nazionale su cui si basava il CLN: "precedenza alla lotta contro il nemico esterno, spostando a dopo la vittoria il problema dell'assetto Istituzionale dello Stato". Il CLN ha coordinato e diretto la Resistenza e fu diviso in CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto da 1943 al 1945 da Alfredo Pizzoni) con sede nella Milano occupata e il CLNC (Comitato di Liberazione Nazionale Centrale); operò come organismo clandestino durante la resistenza ed ebbe per delega poteri di governo nei giorni di insurrezione nazionale. Ogni partito rappresentato nel CLN ebbe le sue Formazioni Partigiane, che in genere erano coordinate dal suo rappresentante nel CLN. Inoltre vi furono formazioni Repubblicane, ed anche di altri gruppi di sinistra. Prima delle elezioni del 1946 i CLN vennero spogliati di ogni funzione e quindi sciolti nel 1947.
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    Dal 20 di febbraio 2007