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E adesso tocca a lui, Paolo Poduje parla, lo fa con i ‘capi’ del Soe, servizi segreti inglesi, rapporto ‘obbligatorio’ per tutti gli agenti che a fine missione devono relazionare su quanto fatto, da quanto emerge dagli altri rapporti, quelli dei suoi stessi ‘capi’, Poduje aveva difficoltà a scrivere. Il Capitano Holland che ha affiancato Poduje nella stesura del racconto che pubblichiamo scrive: “Sono state necessarie due settimane di duro lavoro per tirargli fuori quanto ti mando. E’ un uomo d’azione, non di penna”. Dopo aver raccontato le azioni nei numeri scorsi adesso tocca alla penna, la sua.
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Moicano, alias Uragano
Il 31 Maggio 1945, il SOE registra la relazione compilata da Paolo Poduie, alias Moicano. Questo è il testo costruito sulle dichiarazioni dello stesso Poduie:
"SECRET” Ref: ERS/P/220 - 31 May45 Report by PODUIE Paolo alias URAGANO, alias MOICANO, alias PAOLO
Date of Joining Resistance: 12 Sept 43
Operational Area: ISTRIA, FRIULI, VENETO, TRENTINO, LOMBARDIA
Date of Liberation: 30 Apr 45
(In grassetto sono evidenziati i passaggi che trattano dei personaggi coinvolti nell’eccidio di Rovetta, e quelli che, più d’altri, possono raccontarci gli obiettivi del Moicano, la loro eventuale realizzazione, e come questo personaggio abbia vissuto, anche nella sfera delle emozioni, quei giorni)
PARTE 1 - PREAMBOLO.
Il soggetto è uno studente di medicina dell'Università di PADOVA di 30 anni che visse a ROVIGNO (Pola) fino a 14 anni. Subito dopo l'armistizio, raggiunse PADOVA dove si unì ai partigiani. Dopo un anno di lavoro attivo come partigiano, il 18 Settembre 44, in compagnia del Capitano W. HESLOP del N.Z.E.F, ritornò nell'Italia liberata, con un volo partito dall'aeroporto iugoslavo di STARITAR.
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PARTE 2 - ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA
18 Set 44. Il 18 Settembre rientrai in Italia proveniente da un campo d'aviazione improvvisato vicino a ZAGABRIA e, al mio arrivo, fui arruolato dalla Special Force. Dal 12 Settembre 43 al Settembre 44, ho svolto attività partigiana come Comandante di Formazione in ISTRIA, FRIULI, VENETO e TRENTINO.
6 Apr 45. Il 6 Aprile 45 fui paracadutato nell’area di PIZZO FORMICO a Nord Est di BERGAMO insieme con il mio operatore radiotelegrafico VITALIANO. Ad aspettarmi trovai un comitato di ricevimento composto dal Capitano PÈARSON, da MONTAGNA (Comandante della. 53ª Brigata Garibaldi) e da circa 15 uomini. Ci volle tutta la notte per disperdere (N.d.R: dopo i lanci) il mio materiale, in modo tale da non rischiare di perderlo nella mattinata, poiché i fuochi erano stati avvistati da una gran distanza.
7 Apr 45. Il mattino successivo raggiunsi la base della Brigata a CORNA LUNGA. La formazione stava proprio allora uscendo dalla crisi del periodo invernale, durante il quale era rimasta in montagna con circa 20 uomini, ed era completamente disorganizzata. Il comandante, MONTAGNA, un uomo abbastanza in là con gli anni, appariva affaticato e senza energia; il Commissario RENZO è assolutamente incompetente: entrambi appartengono al Partito Comunista ma non conducono alcun tipo di propaganda, principalmente perché non ne sono capaci. La disorganizzazione era aumentata dall'incessante reclutaménto e dal continuo arrivo di piccoli gruppi di disertori Russi dall'esercito Tedesco: II Capitano PEARSON, che era ospite della Brigata da sei giorni mentre attendeva un messaggio riguardante un appuntamento con il Maggior MANFRED, appoggiò la richiesta di questi Russi che volevano restare con la formazione, con lo scopo di poter ottenere un documento attestante che essi avevano partecipato all'attività partigiana. Io dovetti respingere le proposte dei Russi e del PEARSON per non sovraffollare la Brigata, che è una formazione destinata a muoversi, e per non complicare ancor di più la già critica situazione delle armi e delle scorte alimentari. Tenni circa 40 Russi nella formazione, e inviai gli altri a tappe verso la Svizzera accompagnati dalle nostre guide. Per concludere, utilizzai la prima settimana per l'organizzazione e l'addestramento, per la divisione della Brigata in squadre quasi autonome per rispondere alle esigenze tattiche della zona, per l'addestramento nell'uso di esplosivi lanciati a mano, per il distaccamento di materiale radio presso la principale zona operativa, per i contatti con il G.A.P. di LOVERE e con gli operai comunisti dell’ILVA, un centro industriale del LAGO d’ISEO che impiega più di 4000 operai per la costruzione di materiale bellico leggero: anche per i contatti con i membri del Partito Comunista di BERGAMO per ottenere dai membri operai del partito il loro massimo sforzo in lavori di sabotaggio e antidevastazione durante il ritiro finale dei Tedeschi. Durante la prima settimana lasciai il Capitano PEARSON a controllare i messaggi radio, poiché non aveva nulla da fare. (Egli era in attesa di un messaggio che riguardava un appuntamento con il Maggiore MANFRED). La formazione a questo punto era formata da circa 150 uomini armati ciascuno con armi Russe e Tedesche. Non esistevano armi della formazione, e furono attese invano proprio fino alla fine della guerra.
Uno dei miei piani d'attacco, che aveva come suoi obiettivi LOVERE e lo stabilimento dell'ILVA, affiancato da un'azione diversiva contro il Quartiere Generale Nazi-Fascista di CLUSONE, fu accettato dal Maggiore MANFRED ma solo se fosse stato realizzato più avanti nel tempo, dopo un incontro di tutti i comandanti partigiani del territorio di BERGAMO. In quésto incontro, fu proposto di stabilire un piano d'attacco generale finalizzato a rastrellare tutte le forze nemiche da ovest ad est, dalla VAL BRÈMBANA, la più semplice, alla STATALE (N.d.R.: STATLE nel testo) 42, la più difficile. Noi ora dovevamo lasciare la zona, a causa di un'informazione precedente riguardante un accerchiamento in grande, che poteva essere diretto contro la nostra Brigata. Prima di andarcene, decisi di realizzare un attacco con forze adeguatamente consistenti contro il Quartiere Generale Fascista d'ENDINE Portata a termine quest'azione, la Brigata fu divisa in squadre, ad ogni squadra fu affidata una zona operativa, e poi io partii con MONTAGNA e la Squadra Comando, per recarci ad un incontro con il Maggiore MANFRED (N.d.R. MANFREDI nel testo).
15 Apr 45. Dopo una marcia di tre notti, arrivammo al luogo dell'incontro nel Quartiere Generale della Brigata G.L di BEPI (N.d.R. Bepi Lanfranchi) in VALGOGLIO. Fui informato che il Maggiore era oltre la collina al Comando divisionale di G.L. Div, in Val Brembana.
Insieme al MONTAGNA raggiungemmo il Maggiore e concordammo un attacco generale per la fine della settimana con l'obiettivo di rastrellare tutti i Quartieri Generali Fascisti in VAL BREMBANA.

Nell’attesa diedi inizio a due corsi di sabotaggio, uno per le formazioni G.L ed uno per le FIAMME VERDI. Il mio compito in quest'azione era di attaccare il Quartiere Generale a SEDRINA e far saltare il ponte, così da isolare completamente la VAL BREMBANA.
17 Apr 45. L'attacco doveva aver luogo il 27 Aprile 45, ma sfortunatamente le vicende incominciarono a precipitare troppo rapidamente verso la fine della guerra.
24 Apr 45. Martedì 24 Aprile 45, il Maggiore mi mostrò un messaggio che dava notizia semi-ufficiale che i Tedeschi erano prossimi ad accettare una resa incondizionata in Italia. Non erano riportate notizie riguardanti i Fascisti però, e fu deciso di anticipare l'attacco.
25 Apr 45. Mercoledì, 25 Aprile 45, il Quartiere Generale Fascista in VAL BREMBANA presentò proposte di resa. Ora il percorso per scendere a BERGAMO era libero per i partigiani di questa valle.
Penso che l'abbattimento del ponte di SEDRINA (N.d.R SEDRINO nel testo) fosse inutile, poiché sono certo che nessun Tedesco si sarebbe mai avventurato in una valle chiusa, ed infestata da partigiani con lo scopo di distruggere la centrale elettrica della zona. Nella notte del 25 Aprile 45, il Maggiore MANFRED scese verso BERGAMO dove, dopo pochi giorni, negoziò la resa di un numeroso gruppo di tedeschi, operazione che era già stata iniziata da BRUNO, il Questore di quella città. Il mio compito non era a BERGAMO, ma piuttosto sulla Strada 42, lungo la quale le formazioni Tedesche si stavano ritirando. Il Comandante della 53ª GARIBALDI si ammalò e non potè venire. Io presi il comando della Brigata, e procedetti verso la Strada 42, prevedendo di arrivarvi, se tutto fosse andato bene, dopo quattro giorni di marcia.
24 Apr 45. Partii nella notte del 24 Aprile con i sabotatori che avevo addestrato, che non servivano più in Val Brembana. Passai per VALGOGLIO dove un distaccamento della 53ª era stato lasciato a riposare. Inviai delle staffette a tutte le formazioni della brigata, dando SOVERE vicino a LOVERE come luogo d'incontro. Per il viaggio avevo di fronte a me due alternative: trascorrere tre giorni tra le montagne con 170 uomini di due distaccamenti della Garibaldi, o attendere fino alla resa del Quartiere Generale di CLUSONE quando la strada sarebbe stata libera, così che io avrei potuto procedere verso la Strada 42 con automezzi ed arrivare là con uomini riposati. Scelsi la seconda alternativa, decidendo che se il Quartiere Generale non si fosse arreso entro le 24 ore, io avrei attaccato con i miei 170 uomini più l'intera Brigata G.L. dalla VAL SERIANA.
26 Apr 45. Poiché la strada provinciale da BERGAMO a CLUSONE rappresentava un mezzo per raggiungere la Strada 42, essa doveva essere interrotta per rendere sicuro il mio. fianco. Era necessario demolire il ponte COSTONE a sud di CLUSONE, ma la Brigata G.L. di BEPI aveva ricevuto molte armi con gli aviolanci ma nessun esplosivo. Fui obbligato ad inviare 10 montanari per farsi consegnare
gli esplosivi dal deposito della GARIBALDI. Ciò prese 24 ore.
27 Apr 45. Venerdì 27 Aprile 45, il personale del Quartiere Generale Fascista di CLUSONE in parte era fuggito ed in parte si era arreso. Il Quartiere Generale Russo si era arreso. La Formazione G.L. fu inviata a bloccare la VAL SERINA (o VAL SERIANA? N.d.R.) verso BERGAMO per proteggere le nostre retrovie, e la strada di LOVERE era ora libera. CLUSONE era ora diventato il Quartiere Generale della Brigata G.L. di BEPI, e da qui inviai verso la postazione originale della Brigata Garibaldi a SOVERE due camion di uomini della Garibaldi, rinforzati da una squadra di uomini della G.L, con due Piats e una mitragliatrice pesante poiché gli uomini della Garibaldi non avevano armi pesanti. Durante la notte, dopo aver minato il ponte COSTONE e dato ordine di farlo saltare in aria in caso di necessità, dovevo andare dalla 53ª Garibaldi a SOVERE, e da quella base organizzare per occupare LOVERE, allo scopo di aiutare il G.A.P. locale e difendere lo stabilimento ILVA da un possibile sabotaggio da parte dei Tedeschi, ed anche impedire che i Tedeschi si ritirassero lungo le strade in quella zona. Alle 6 di sera dello stesso giorno, mentre aspettavo i camion per andare a SOVERE con il resto della Brigata GARIBALDI, ricevetti la comunicazione da WALTER, il Commissario della Brigata G.L, che una colonna Tedesca stava avvicinandosi a CLUSONE, e dirigendosi verso la Strada 42. In aggiunta a questa notizia, c'era l'ordine del C.L.N. di BERGAMO di non disturbare la ritirata Tedesca, poiché entrambe le parti avevano concordato di non abbandonarsi ad azioni belligeranti, per evitare danni al territorio. Per il momento anche io dovevo obbedire a quest'ordine, e da CLUSONE e dalla VAL SERIANA, tutte le formazioni furono ritirate più verso nord, nell'area d'ARDESIO.
Alle 10 di sera, una staffetta motociclista Tedesca arrivò ad ARDESIO inviata dal Comandante della colonna per organizzare un incontro. Mi accordai perché quest'incontro avvenisse ad ARDESIO. Era mia intenzione fargli accettare la resa dicendo che le strade erano minate e che forze aeree stavano arrivando per mitragliarli il mattino (N.d.R.: successivo). Sfortunatamente, mentre stava raggiungendomi, il Comandante incrociò BEPI, che non sapeva nulla delle mie intenzioni e che in obbedienza all'ordine del C.L.N. gli disse che poteva procedere lungo la strada e lo accompagnò per una parte del percorso.
Il 28 aprile 1945
28 Apr 45. Il giorno seguente, 28 Aprile 45, le formazioni partigiane si dispersero un'altra volta fino in VAL BREMBANA, poiché avevo detto loro di non permettere a nessun altro Tedesco di passare incolume, a dispetto degli ordini del C.L.N. Dopo aver fatto consegnare le armi a 450 Russi a ROVETTA, perché stavano diventando una fonte di preoccupazione per la Brigata G.L, io poi mi recai a LOVERE. LOVERE e lo stabilimento ILVA erano rimasti intatti ed erano controllati dal G.A.P. locale. Il Quartiere Generale della 53ª Garibaldi ora era insediato in quest'area. Poiché il mio lavoro tra le montagne era terminato, scesi a BERGAMO lungo la strada 42 per contattare il Maggiore MANFRED (N.d.R.: MANFREDI nel testo).
A metà strada incrociai l'ultima colonna Tedesca di circa 200 uomini. Sulla mia auto portavo la bandiera Britannica. Ci fermammo, ed un civile scese dal primo camion Tedesco e mi mostrò un PERMESSO DI VIA rilasciato dal Comandante di MILANO. Non essendo in grado di fermare una colonna Tedesca da solo, obbedii agli ordini e continuai il mio viaggio verso BERGAMO.
29 Apr 45. Il 29 ed il 30 Aprile 45, ricevetti una risposta dalla Base alla mia comunicazione del 27, con la quale chiedevo il permesso di attaccare i Tedeschi anche contro gli ordini del CLN. La risposta, ricevuta all'Hotel MODERNO di BERGAMO, era affermativa. Il Maggiore MANFRED era a MILANO: perciò mostrai il messaggio al Capitano PEARSON che disse che forse la Base non aveva capito che, in quella zona, il Maggiore aveva pattuito con i Tedeschi che le ostilità dovevano cessare, ed egli inviò una comunicazione alla Base per chiedere spiegazioni. Io penso che l'accordo del Maggiore MANFRED con i Tedeschi si riferisse solo alla città di BERGAMO, ma che erroneamente abbia finito per far riferimento all'intera provincia. In ogni caso, interpretando in questo modo la faccenda, io contattai la 53ª Garibaldi con l'intenzione di portarli ad attaccare altre colonne nemiche, ma sfortunatamente quella (N.d.R.: incrociata) di Sabato risultò essere l'ultima.
Dal 1 Mag al 14 Mag 45. Dal 1° al 14 Maggio, il giorno in cui ritornai alla Base, mi occupai di fare retate di piccoli gruppi di Fascisti, del lavoro d'epurazione e dell'organizzazione dell'area, partecipando a diversi incontri del CLN locale. Per quanto riguarda i riferimenti geografici, vedere la mappa Italia 1/100.000, Fogli 33 e 34".
PARTE 3 - PERSONE IMPORTANTI
BEPI- Comandante della Brigata G.L.
BRUNO - Questore di Bergamo
MANFRED o MANFREDI Maggiore - Capo di Missione Britannico
MONTAGNA - Comandante della 53ª Brigata Garibaldi. Membro del
Partito Comunista.
PEARSON Capitano - Capo di Missione Britannico
RENZO - Commissario della 53ª Brigata Garibaldi. Membro del
Partito Comunista.
VITALIANO - Operatore radiotelegrafista della Missione
WALTER - Commissario della Brigata G.L.
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