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Riepilogo capitolo10:
  • Il Moicano? Sta cercando un’altra guerra”
  •  
    REPORT AI SERVIZI INGLESI DEL 2 GIUGNO 1945

    "Il Moicano? Sta cercando un’altra guerra"

    ARISTEA CANINI

    Paolo Poduje, alias Moicano, parla e racconta, tralascia Rovetta, volutamente, parla per la prima volta, lo fa con i suoi superiori, con i capi del SOE, servizi segreti inglesi dove deve stilare il rapporto di quanto ha fatto durante quel periodo, tra il 1944 e il 1945, rapporto che è rimasto custodito negli archivi sino a poche settimane fa, un rapporto duro, fatto di particolari, nomi, cognomi e considerazioni che permettono di far luce su molti episodi che ancora non erano chiari. Pubblicheremo sul prossimo numero il rapporto firmato Paolo Poduje, uno stralcio lo avevamo pubblicato nelle scorse settimane, adesso siamo nelle condizioni di pubblicare il rapporto completo, per la prima volta Poduje parla e racconta la sua verità, l’uomo che fino a qualche mese fa non aveva volto e nome racconta volti e nomi. Ma il mistero al posto di chiarirsi si infittisce, al lavoro per decifrare e cercare di chiarire i buchi neri sono da settimane il contatto inglese che ci ha fornito la documentazione e lo storico Giuliano Fiorani che stanno cercando di far luce su alcuni aspetti poco chiari. Cominciamo ad elencarli. Due giorni dopo la stesura del Report di Poduie, il 2 Giugno 1945, tre copie sono inviate all’ufficio che si occupa di verificare l’operato degli agenti e controllare le eventuali incoerenze ed ambiguità, prima di passare la pratica all’ufficio per la liquidazione. La nota che accompagna questo invio, firmata dal Capitano Holland che ha probabilmente affiancato Poduie nella stesura del Report: "In allegato le copie 1,5 e 6 della relazione del soggetto NON SIM. Sono state necessarie due settimane di duro lavoro per tirargli fuori quanto ti mando. È un uomo d'azione, e non di penna, ed è alla ricerca di un'altra guerra da qualche parte”. L’agente 200 (perché gli agenti vengono chiamati per numero mai per nome) che provvede alla verifica dell’operato di Poduie attraverso il controllo della sua relazione, a sua volta la inoltra con questa nota in allegato: “II soggetto è passato al vaglio. La sua ricompensa dovrebbe essere un’altra guerra - riuscirà a trovarne una. Non SIM". Da queste due note appare evidente che la relazione, e forse anche la narrazione di Poduje che l’aveva preceduta, aveva colpito questi due agenti che l’avevano avuta tra le mani, pur tra le tante che passavano sui tavoli in quei giorni. Finita la guerra, il SOE, prima di sciogliersi, si occupa della cessazione del rapporto con i suoi agenti. Alcune commissioni si mettono al lavoro per valutare il servizio prestato dagli agenti. Sono presi in considerazione i rapporti degli interessati e anche quelli dei loro superiori. Alla fine dell’indagine, i commissari decidono con che somma liquidare i singoli collaboratori, se e con quali onorificenze insignirli, se proporre loro delle offerte di lavoro o degli incarichi presso i servizi segreti britannici. Tra i ‘liquidati’ Giuliano Mattioli e naturalmente anche Paolo Poduje, il Moicano. Nel luglio 1945 è trasmessa la valutazione finale della commissione per quanto riguarda l’operato di Giuliano Mattioli, alias Ten. Julian Matthews, alias Giulio, alias Julian M.222,- numero di riferimento J 180. L’elenco delle competenze è definito il 19 luglio 1945 con le seguenti modalità: "Premio in denaro £45 - Indennità di guerra £ 15 - Viveri e vestiario - Paga fino al 30 Giugno 1945", ed il saldo avviene nell’agosto 1945. Passiamo ora alla documentazione che riguarda Paolo Poduie alias Moicano. Poduje presenta la relazione il 31 maggio, qualche giorno dopo, il 4 giugno 1945, viene compilato il Record sheet dove sono raccolte sinteticamente le informazioni che il SOE possiede sul servizio del Poduie.
    La storia del Moicano
    “È confermato – spiegano il contatto inglese e lo storico Giuliano Fiorani - che Poduie ha lavorato per la Special Force n°1, ed è stato reclutato dall’agente 300 F.S.S. Inoltre è registrata la diaria che gli è stata pagata dal Quartiere Generale, sia durante la sua permanenza alla base di Bari sia in missione sul campo. La data d’inizio del suo servizio per il SOE è confermata al 21 Settembre 1944. Vi è registrato l’interesse del Poduie a continuare il suo rapporto con il SOE anche in tempo di pace, ma l’intervistatore non annota alcunché sul suo possibile utilizzo. Al punto 16, è definitivamente chiarito che l’unica missione sul campo è stata l’Operazione CHARITON III, sotto il comando del Maggiore Czernin Beckett, durante la quale Poduie ha agito con il ruolo di Comandante della Brigata Garibaldi attiva nell’area. Nei dettagli delle sue azioni, è segnalato che ha condotto numerosi attacchi a colonne e quartieri generali nemici, e ha istruito le formazioni partigiane in sabotaggio”. Il suo ruolo di Comandante della Brigata 53ª Garibaldi, è ribadito al punto 20 come esemplificazione del grado di responsabilità raggiunto. Al punto 21, Poduie è definito "coraggioso comandante, indubbiamente di grande aiuto per la missione del Comandante di Squadra Czernin. ha mostrato capacità d'iniziativa e coraggio in condizioni difficili”. Ma il SOE, il 4 giugno 1945 è informato delle vicende di Rovetta, accadute trentasei giorni prima? Secondo il contatto inglese e Fiorani è ragionevole pensarlo, poiché questo record sheet raccoglie anche le raccomandazioni del secondo di Czernin, il Capitano R. H. Pearson, che ne è informato. Ne consegue che, o il SOE ha deciso di dare copertura a Poduje, e ciò spiegherebbe perché i fatti di Rovetta non compaiono nell’intero personnel file dell’agente italiano, o il Comandante Pearson ha deciso di non segnalare il fatto ai suoi superiori del SOE. C’è una terza ipotesi. Il SOE ed i superiori di Poduje sul campo hanno approvato o addirittura ispirato l’azione del Miocano. In questo caso però ci sarebbe incoerenza con i compiti assegnati alla Missione Czernin e quelli che il SOE si era dato. Inoltre rimarrebbero oscure le motivazioni e gli interessi in campo. “Al punto 25 – continuano i due - è registrata, posteriore alla data di compilazione del record sheet del 4 Giugno 1945, la ‘Securìty clearance SI 833.3 dated4.7.45', che compare anche in un documento presentato nelle pagine successive. Ciò potrebbe significare che il Poduje fu sottoposto al vaglio del controspionaggio e che lo superò circa un mese dopo il suo congedo, e due mesi e mezzo dopo la fine della guerra. Quale significato va attribuito a ciò? Forse stavano ancora vagliando i suoi comportamenti durante il servizio? In questo caso sarebbe ragionevole ipotizzare il ruolo centrale, seppur mai citato nei documenti, delle vicende di Rovetta. Forse stavano valutando la possibilità di continuare ad utilizzare i suoi servizi anche in tempo di pace? Un documento presentato nelle pagine successive potrebbe avvalorare questa seconda ipotesi. Le richieste avanzate da Paolo Poduje sono considerate per la prima volta dalla commissione nella riunione n° 105 del SOELIQ del 5 Giugno 1945 che prende le seguenti decisioni: ‘CL/J/84 - Poduje Paolo: sterline 100 - Lettera d'encomio - Viveri e vestiario - Certificato di patriota’. Il 6 Giugno, il Poduje firma la ricevuta. Il 7 Giugno il congedo diviene effettivo. Il 18 Maggio 1945, a Siena è scritta una nota che in sintesi raccoglie i dati fondamentali di Poduie: ‘Poduie Paolo, Moicano, Tomasi Paolo - Bergamasco – Organizzatore Comandante di Squadriglia Beckett - Bergamo - 5.5.45. RLO afferma che il soggetto ha fatto un buon lavoro. È stato per un puro caso che ha operato sul campo solo per poche settimane prima della liberazione. Non arrestato (a mano) Siena e Roma 14/5/45”… Non si decifra la firma. Quali uffici del SOE si trovavano a Siena? Si trattava di un approfondimento d’indagine su Poduje? II dato "non arrestato" si riferisce ad un fatto specifico? In questo caso è ragionevole pensare alle vicende di Rovetta. Oppure è un elemento considerato importante in vista di un suo successivo utilizzo? “Il suo nome compare tra gli agenti NON-SIM sia in un elenco delle relazioni pervenute alla commissione del 1 Giugno, sia in un altro del 10 Giugno 1945 relativo agli agenti per i quali è stata portata a termine la soluzione del rapporto e la liquidazione”. Un documento del 9 Giugno 1945, proveniente dalla base operativa Maryland della missione, italiana, dislocata a Bari, firmato dal Maggiore A.W. Higgins e destinato a Keychain, dichiara: "45134 è molto dispiaciuto stop Prenderà provvedimenti per far sì che non accada più stop Moicano è stato liquidato e noi ora non abbiamo né rapporti né obblighi verso di lui di alcun tipo stop Egli ha richiesto trasporto per Milano che abbiamo provveduto a dargli e non dovrebbe essergli dato ulteriore aiuto stop Per vostra informazione egli è stato una notevole seccatura qui prima dei suo congedo”. La nota deve essere trasmessa senza problemi ed inviata per conoscenza anche a 300 FSS, che sappiamo essere stato il suo reclutatore, quando il Poduje era rientrato in Italia dalla Jugoslavia. “Non sappiamo chi fosse 45134, di che cosa fosse dispiaciuto e che cosa non doveva più succedere. Non è neppure chiaro in che cosa il Poduje avesse irritato il SOE. Probabilmente l'Italiano aveva presentato ulteriori richieste, successive alla definizione della sua liquidazione. Vi erano stati dei comportamenti durante il suo servizio che avevano imbarazzato il SOE? La questione di Rovetta, che in tutti i documenti del SOE non è mai citata, è l'origine di questo fastidio?”. In un elenco di ricevute degli avvenuti saldi, in data 18 Giugno 1945, Paolo Poduje risulta liquidato con L 58.650. In questa scheda è particolarmente interessante l’annotazione al punto 12, ‘Security clearance SI 833.3 dated 4.7.45', che potrebbe significare che il Poduje fu sottoposto al vaglio del controspionaggio e che lo superò circa un mese dopo il suo congedo, e due mesi e mezzo dopo la fine della guerra. Quale significato va attribuito a ciò? Forse stavano ancora vagliando i suoi comportamenti durante il servizio? “In questo caso sarebbe ragionevole ipotizzare il ruolo centrale delle vicende di Rovetta. Forse stavano valutando la possibilità di continuare ad utilizzare i suoi servizi anche in tempo di pace? Il documento successivo parrebbe avvalorare questa seconda ipotesi. Il 27 Novembre 1945 una nuova scheda su Paolo Poduje è compilata. Si tratta di una scheda ‘storica’, destinata ad uno schedario che vuole raccogliere tutti gli agenti italiani che hanno lavorato cori il SOE? Probabilmente sì. Tuttavia, la valutazione ‘reliable’ in altre parole affidabile, alla voce ‘valutazione di potenziale utilità’, potrebbe far pensare che il SOE, ormai destinato ad essere sciolto ed integrato in una nuova agenzia operativa segreta, non escludesse di poterlo ancora utilizzare in qualche modo”. Da qui potrebbe nascere la ‘seconda vita’ di Paolo Poduje, quella che lo ha accompagnato in semi incognito nel cuore di Milano sino alla morte avvenuta nel 1998 e si spiegherebbe così come abbia potuto vivere e comprare casa senza mai lavorare, lui, iscritto alla facoltà di medicina da sempre, con incontri con persone per ora mai identificate, libri e documenti spariti poco prima della morte, qualche viaggio a Siena a incontrare ‘amici inglesi’ come ha dichiarato la vedova e un altro amico che arrivava dal lago e che abbiamo identificato in queste settimane. Sul prossimo numero il Rapporto Poduje, alias Moicano, al SOE datato 31 maggio 1945.
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    Dal 20 di febbraio 2007