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I Sorisoli: un sorriso sotto un naso rosso [12 May 10 16:14 by Araberara]

 
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Non è il solito Araberock ve lo concedo. Tra un gruppo rock-metal e uno jazz-fusion questa volta ci metto una pausa-sorriso perché son tempi duri e ci sta bene. Comunque di musica si tratta, semplice, spontanea che arriva dritta al cuore dei “bambini” di tutte le età. Già perché a qualsiasi età abbiamo il nostro bambino “interiore” che è ancora lì che ci osserva diventati grandi. Guarda i suoi sogni se si sono realizzati o meno. O meno. Guarda se ci sia ancora in noi un filino di curiosità sorella di crescita personale, di entusiasmo e passione cugini di scoperta, di stupore fratello di mente aperta. Parenti tutti di un piccolo clown interno capace ancora di prendersi in giro, di ridere delle piccole grandi cose, di essere grati per il solo fatto di essere qui e di provarci. A vivere. Un clown nascosto sotto anni di apprendimento di schemi precostituiti che gli amici che oggi conoscerete stanno ancora cercando mentre con un naso rosso sul muso cantano ballano si esibiscono. Ma soprattutto si divertono: nei teatri, per la strada, in un cortile d’ospedale, tra i muri di un ospizio che trasudano minestrina. Nessuna pretesa di salvare il mondo ma la certezza che un sorriso vale sempre la pena di strapparlo in questo mondo grigio-topo.

Con infinite scuse al topo.

Tatatatarattara ecco a voi i Sorisoli! Trombe, tamburi e scena da circo? No, chitarra palline vaganti e sala di un oratorio. Quello di Clusone esattamente un martedì sera primaveril-invernale Arrivo tardi. E quando se no. Chissenefrega della giornalista, loro vedono un altro clown. Coi tacchi ma con un bel naso rosso virtuale sulla faccia pittata. E mi tirano la palla, due palle, tre palle. O quante palle. Con un equilibrio instabile mi lancio nella sfida e al suono di una musica ritmata provo a prenderle e passarle tutte. E le palle colorate rimbalzano tra me Renata , Chiara, Tom , Francesca, Rita, Cinzia, Marta, Gabry, Giorgio, Mariano, Elena T., Rossella, Alex, Elena R. Dai 21 ai 50 anni, da Leffe, Fino del Monte, Clusone, Ardesio, Albino, Premolo… postine, geometri, operatori ecologici, studenti, disoccupati, farmacisti, artigiani, mamme e papà, fidanzati e promessi sposi e single. Tutti figli di un universo bergamasco parallelo nato nell’ottobre 2008 dopo un corso organizzato dal maestro Bortolo Palamini “scopri il clown che c’è in te”. Un corso che è stato l’inizio di un percorso soprattutto di amicizia e di condivisione d’obbiettivi. Quali? Chiedo a Gabry e Giorgio, marito e moglie di Clusone, i pilastri del gruppo. A sentire il gruppo. “Quali? L’hai già scritto soprattutto stare insieme e divertirci. Poi sicuramente tentare di divertire gli altri con le nostre performance artistico-musicali e strappare un sorriso a chiunque incontriamo” Lo spettacolo dei Sorisoli nasce intorno alla musica e ai testi scritti da Gabry così come il nome della loro prima dolce fatica teatrale “è solo un sorriso: E’ solo un sorriso che dura un secondo ma è forte e potente come l’acqua che scorre nel mare… è solo un sorriso che parla con gli occhi, ma è come un discorso di mille parole… ma se ci fai caso, ti prende per mano, e ti fa sorridere, è solo un sorriso ma ti scalda dentro, ti entra nel cuore”. Che parla con gli occhi? “C’è differenza tra clown e pagliaccio sai?” No giuro di no “Il clown non è truccato non grida non parla comunica con smorfie ma soprattutto con gli occhi,con l’anima”. Nella sala prove dell’oratorio tutti a turno tentano di spiegarmi il tipo di comunicazione che intraprendono col pubblico “è una comunicazione non verbale ma non per questo meno efficace” “Anzi, a volte le parole sono limiti possono essere interpretate, usate, rigirate, confuse” “La mimica, il sorriso, il pianto sono universali, trasversali, appartengono all’uomo ovunque abiti”. Mimica, sguardi e musica che accompagna i divertenti sketch dello spettacolo che i Sorisoli sono pronti a portare nei teatri che li ospiteranno. Ma va bene anche la strada, il cortile di un ospedale come dicevamo. Ma perché non dentro l’ospedale come insegna quel gran genio di Patch Adams (Hunter "Patch" Adams è un medico americano, riconosciuto come l'ideatore di una terapia olistica molto particolare: quella del sorriso, anche nota come clown terapia “Magari, anzi la maggior parte di noi sono entrati a far parte del gruppo proprio con questa motivazione” Ma? Ma in Italia le cose semplici si complicano sempre: “Per entrare in corsia bisogna essere accreditati da una certa organizzazione che richiede corsi poco economici e un lungo percorso di approccio con una specie di tutor… comunque”. Comunque l’idea di portare serenità buon umore e sorrisi anche a chi più ne ha bisogno non è venuta meno ai Sorisoli “Siamo andati in qualche casa di riposo, poi negli asili, parteciperemo a Hospital’arte a Piario (il 22 maggio n.d.r) e soprattutto continueremo a sorridere con o senza naso rosso” “A noi personalmente ha dato tanto questo stare insieme provando a prendere la vita non con leggerezza ma piuttosto con serenità”. Dottor Mirtillo, alias Mariano improvvisa un ballo al suono della musica di Gabry “vieni e canta”… Roxy confida di come alcune sue paure siano svanite dopo essersi messa in discussione, presa in giro, esibita con abiti buffi. Già chi li fa gli abiti? “Ognuno il suo … con qualche prezioso aiuto magari, ognuno tenta di assomigliare al suo clown interno, ancora nascosto ma sempre più presente” “Un io che si mette una maschera per togliere le maschere”. Nelle diapositive fatte dai Sorisoli sfilano volti di un’umanità ritratta con un naso rosso: “Anziani a volte ritrosi che poi si sono divertiti a specchiarsi, bimbi di pochi mesi, nonne, disabili, belli e brutti siamo tutti uguali se ci accettiamo”. Lo spirito, il filo conduttore, il leit motiv dello spettacolo è proprio l’integrazione tramite un sorriso. Se sorridi a qualcuno lo stai già accogliendo. Lo capisci anche per la strada, in attesa dal medico, in fila al casello, in ufficio, ovunque. È che lo capisci poco perché in pochi sorridono o ti danno il buongiorno.

La musica esce dall’ oratorio e io con lei. Mi porto un naso rosso per ricordarmi di sorridere. Un talismano contro l’abbruttimento dei rapporti interpersonali, contro la rabbia e la frenesia. Un naso finto per un giorno finalmente vero.

Per contattare i Sorisoli : gabrylocuratolo@tele2.it

Cinzia Baronchelli





Commenti (1)     Nuovo commento

 1) » Commento di: cinzia - del: 23-05-2010
sto cercando gruppi EMO in bergamasca ne esistono? se ci siete o se li conoscete scrivetemi a cinziabaronchelli@live.it


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