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I RADIO BOX - Oltre la cover [22 Apr 10 09:55 by Araberara]

 
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Da Clusone Sovere e(e Rezzato) per "buona musica"

Ok ci siamo detti che mai avremmo ospitato in questo spazio dei gruppi che propongono solo cover. Non ce lo siamo detti? Allora l’avevo detto nelle mie chiacchierate con i tanti gruppi che hanno reso questo “araberock” un appuntamento sempre più seguito dagli amanti della musica. Tutta. Non c’è discriminazione di genere in questo spazio. Bene, quindi ho deciso che non era una promessa che poteva essere mantenuta. Bla bla bla… aspettate a brontolare e continuate a seguirmi. Perché un gruppo che propone cover? Perché no? Perché ero proprio curiosa di avvicinare il “temuto” e “snobbato” mondo dei musicisti che ripropongono un brano musicale di un altro autore. Magari passando da un’interpretazione il più possibile fedele all’originale a un rifacimento, che può arrivare fino a un totale stravolgimento del brano di partenza. Che non è il nostro caso. Perchè temuto poi? Temuto perché a detta della maggioranza dei giovani artisti che ho intervistato, questi “portano via” date e spazi nei locali. I locali notoriamente, eccetto pochissimi, non accettano, se non in serate particolari, gruppi che propongano pezzi propri. Ok allora perché hai scelto proprio i Radio Box? Perché sono un gruppo che ha già un suo seguito, piacciono, sono bravi e soprattutto me li avete suggeriti voi. “Vai a sentirli! Sono forti, sono bravi, spaccano!”. Nel loro blog su myspace commenti entusiastici anche dai nostri amici “Your Last Hope” (ve li ricordate? No? Allora andate a conoscerli sullo spazio araberock su www.araberarat.it... troverete l’archivio di questo spazio-musica). Sia chiaro che non è una Tribute Band. Cioè fedele della musica di un solo gruppo o artista. I Radio Box spaziano soprattutto nel mondo del Rock alternative. Chiaro? Siete ancora qui? Allora ve li presento. Vedrete che ne vale davvero la pena. Prima di tutti Giacomo Cristini da tutti conosciuto come Jack. Lui è l’anima, l’ideatore, l’unico superstite del gruppo iniziale. Un gruppo nato per scherzo quattro anni fa in occasione del concorso “La pecora nera” al Fox Goose Irish Pub di S.Lorenzo a Rovetta. Un concorso per giovani emergenti nato proprio dalla mente di Jack che anche quest’anno offrirà al vincitore la produzione e l’edizione di un brano. Quindi proprio tu che promuovi nuovi gruppi fai cover. Che gusto c’è a proporre cover? Qual è l’obiettivo? “Soprattutto far divertire la gente. Fare buona musica, mettersi in gioco ma con professionalità” Da quattro anni è un clusonese per passione ma è nato a Milano. Tornato sulle montagne dove ha passato le vacanze dell’infanzia dopo essere passato per Bologna dove ha approfondito e sperimentato il suo genio musicale. In conservatorio ha conseguito due diplomi, uno in chitarra classica, l'altro in "Musica d'uso, ed applicazioni multimediali" (produzioni ed arrangiamenti). Jack fa il modesto ma poi salta fuori che ha avuto una collaborazione con Vasco Rossi come compositore del brano “E... Buoni Cattivi” nel 2004. Il percorso inverso di quello che uno si aspetterebbe da chi vuole vivere di musica. Un sogno per tanti. Una sfida per Giacomo che nel cuore della piana clusonese ha la sua tana (bellissima in mezzo al verde) e il suo studio di registrazione. Perché tu vivi di musica vero? “Sì, insegno chitarra e ho un’etichetta la Modulabel. Dopo dieci anni di vita a Bologna dove ho fatto tra le altre cose anche il conservatorio ho pensato di tornare qui tra le montagne bergamasche … qui ho la mia casa e la mia società“. Davvero in controtendenza. Chi vive e suona qui vorrebbe poter scappare via, almeno da Bergamo ma anche fuori Italia. Tu nato a Milano e vissuto a Bologna, due città notoriamente “avanti” culturalmente e con mille opportunità, “per scelta” apri la tua ditta a Clusone: “Per me è un investimento la musica oltre che una passione. Non ho fatto questo passo alla leggera. L’importante è crederci e se ci credi poi le cose funzionano. Anzi per certi versi qui in fondo è tutto più facile, gli spazi sono più ravvicinati,la gente la conosci prima, puoi proporre una professionalità dove c’è meno concorrenza… e poi non passano duecento ambulanze sottocasa ogni notte”. Decisamente un ottimo motivo! Quindi qui non manca la cultura musicale? “No, direi forse che mancano piuttosto le istituzioni più brillanti nel sostenere la cultura in genere ma soprattutto quella musicale. Quello che manca a Clusone è un centro didattico musicale moderno, una piccola accademia ‘comunale’ dove un ragazzo possa imparare a suonare uno strumento come la batteria, il basso, le tastiere ecc. senza dover andare fino a Bergamo....”. Ma perché le Cover Band sono così invise ai gruppi giovani? “Perché a vent’anni ne fai una questione di vita o di morte no? Ed è anche giusto, hai le tue cose da proporre vorresti spaccare il mondo con i tuoi pezzi l’esistente di pare già vecchio… poi cresci e ti devi confrontare con la vita reale con le spese con l’autonomia e allora ci stanno anche le cover, ci stanno le serate dove c’è tanta gente che ha l’occasione di ascoltare live dell’ottima musica di ottimi artisti proposta da professionisti”. Come voi. “Direi proprio di sì, la media della nostra età è over 30 e abbiamo alle spalle anni e anni di studio e esperienza poi ti/vi propongo una riflessione interessante”. Siamo qui apposta dicci. “Quando si parla di ‘cover band’ si intende un ensemble che esegue principalmente pezzi composti da altri musicisti. Nel senso più ampio del termine allora anche l’esecuzione di un’opera di Mozart o Beethoven è una cover, e quindi si potrebbe dire che le orchestre filarmoniche di Vienna e di Berlino sono le più grandi ‘cover band’ del mondo”. Già. Non ci avevo mai pensato. Ma non è l’unica riflessione della serata a casa di Jack.

Arriva Roby, l’affascinante Roberta Bergamini da Clusone. No non è un nome nuovo l’abbiamo già conosciuta come solista dei “Tour de Force” (anche loro li trovate nell’archivio sul sito). “Cantare per i Radio Box per me è stata una palestra importante. Mi trovo cambiata, maturata. Sai, spesso se proponi cose tue tenti di stare sulle tue corde, di renderti, come dire la vita facile, invece confrontandoti con i grandi sei costretta a migliorare a metterti alla prova, a crescere”. Roby aggiunge “E magari per una volta si può fare il percorso inverso (ok ancora) cominciare a farsi conoscere proponendo pezzi importanti fatti bene e ogni tanto inserire opere proprie… alcune band famose hanno cominciato così”. Vero. Una su tutte sapete quale? I Beatles! Già, il quartetto di Liverpool nacque come cover band che eseguiva rock’n’roll americano, e il look di John Lennon & C. era costituito dai classici giubbotti in pelle da rocker.

Un giubbetto vintage che stasera indossa Mauro Ferretti, il batterista dall’aria più metal che rock che arriva da Sovere: ”Infatti io ho cominciato col metal. Ma poi perché ce l’hanno tanto con chi fa cover, mica è facile eseguire bene un pezzo, farlo al meglio, riprodurre fedelmente un’emozione non solo il pezzo e basta”. L’ultimo arrivato nel gruppo concorda. È Giorgio Marcelli, il bassista,fresco fresco da Rezzato (Brescia). E tu vieni fin qui a provare col nuovo gruppo: “Già cosa non si farebbe per la musica…”. E allora sentiamola questa musica. Ci zittiamo. Canta Roby. Canta “talkin' bout a revolution“ di Tracy Chapman… Don't you know ,They're talkin' bout a revolution,It sounds like a whisper, Don't you know They're talkin' about a revolution, It sounds like a whisper… Non lo sai, Stanno parlando di una Rivoluzione, Sembra un sussurro, Non lo sai, Stanno parlando di una Rivoluzione Sembra un sussurro…“, una piccola grande rivoluzione. Uno studio di registrazione in mezzo al bosco, sembra un sussurro, stanno parlando di una rivoluzione, Radio Box, sembra un sussurro ma è già un grido ed ha già il suo eco. Lo sapevo alla fine avete sempre ragione voi. Ne valeva la pena! Grazie.

Per contatti www.myspace.com /radioboxit

Cinzia Baronchelli













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