
Trescore - Dopo la soletta… rischia di crollare il pergolato - Dopo il crollo della soletta della mensa della scuola materna, ora in via Leopardi si rischia di assistere ad un altro crollo, quello del pergolato esterno posto nel giardino. Dalla relazione fatta da tecnici incaricati dal Comitato genitori che riportiamo sotto (che critica la struttura anche nella sua fase progettuale), si evince una situazione precaria della struttura stessa che necessita di interventi urgenti. Ecco una parte della relazione (quella intera la trovate sul numero di arabe rara in edicola da venerdì 23 luglio).
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“Degrado avanzato”
Dal sopralluogo effettuato alla struttura lignea a copertura dell’area giochi della scuola in oggetto è emerso che: la struttura presenta un avanzato degrado (nonostante la recente realizzazione) causato dall’esposizione diretta agli agenti atmosferici quali acqua, gelo, sole, forti variazioni di umidità di tutte le sue parti lignee. Si nota la totale mancanza di protezione delle parti più sensibili all’azione degradante dell’acqua. L’invecchiamento precoce delle parti lignee ed il conseguente degrado visibile superficialmente è probabilmente anche dovuto alla mancata manutenzione che una struttura come questa dovrebbe avere.
“Rischio crollo”
La struttura della copertura, soggetta esclusivamente ai pesi propri della stessa, risulta notevolmente inflessa, soprattutto nella travata centrale, tra una campata e l’altra, in corrispondenza del traverso che collega i due ordini di frangisole in legno. Le frecce di alcune parti strutturali principali sono tali da inficiare i collegamenti con le strutture secondarie (i frangisole obliqui) le quali, a causa anche delle sollecitazioni indotte dalle problematiche evidenziate al punto 1, rischiano di sfilarsi dagli appoggi a coda di rondine predisposti e di cadere sulla pavimentazione sottostante. Tale rischio, evidenziato anche da alcuni frangisole già in procinto di cadere essendo mancato il vincolo laterale di appoggio, consiglia di non sottovalutare il pericolo strutturale e induce, nelle condizioni attuali, ad escludere l’agibilità dell’area sottostante.
“Carenze progettuali”
In merito al punto 1) posso precisare che esistono sicuramente delle mancanze progettuali dovute esclusivamente ad una carenza di conoscenza del materiale e della sua natura organica. La struttura è composta da legno lamellare incollato che, essendo privo di adeguati presidi di protezione, presenta problemi di durabilità. Proprio la durabilità del legno è uno dei fattori principali da considerare in strutture di questo tipo esposte all’acqua, in quanto poi una sottovalutazione di questo problema si ripercuote in modo preponderante sui costi di manutenzione (facendoli aumentare) e sulla vita utile della struttura stessa. Il legno è per natura soggetto a degrado biologico, marciume e simili, ma il fenomeno, proprio perché è noto a tutti, è gestibile soprattutto in fase progettuale. Le cause ed i meccanismi di degrado sono gli insetti, i funghi e l’umidità sopra il valore del 20%.
“Rischio esistente”
La struttura in oggetto viene definita come classe di rischio 3 dalla normativa vigente; tale classificazione prevede un clima umido, un’umidità > del 20 %, elementi a contatto con acqua e degrado biologico “possibile”. Ne consegue che il rischio esistente ed accertato è quello di una durata di vita limitata (per una struttura pubblica pagata dai contribuenti questo è inaccettabile) e si rende perciò necessario mettere in atto misure di protezione.
Naturalmente la vita minima di una struttura (per legge) è di 50 anni, mentre il legno d’abete o il pino (essenze che presumo siano state utilizzate per la struttura in oggetto) hanno una durata massima di 10/15 anni, se esposti direttamente all’acqua, dovuta alla loro resistenza biologica (del durame) limitata. L’effetto dell’esposizione diretta alle intemperie del legno è che esso, assorbendo acqua nelle zone superficiali, tende a rigonfiarsi e successivamente ad essiccare rapidamente, se irradiato dal sole, sempre in superficie; ne nasce un degrado importante che la maggior parte delle volte non è visibile in quanto parte dall’interno del legno e si propaga al suo esterno. Pertanto quando ci si rende conto del degrado è già tardi…
SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 23 LUGLIO L’INTERA RELAZIONE