
Valerio Massimo Manfredi racconta come nascono i suoi romanzi, dieci milioni di copie vendute nel mondo. Romanzi che conclude quasi sempre ad Ardesio: “Ho amici scrittori che hanno uno staff di consulenti e li pagano per raccogliere gli elementi storici del romanzo che vogliono scrivere, ma la capacità di costruire la storia no, la capacità di affascinare milioni di persone non si può comprare”. “Indro Montanelli sbagliava, lui era un grande maestro di giornalismo ma quello che ha scritto non è storia, perché la storia non è una questione di narrativa ma di ricostruzione della memoria comune effettuata da migliaia e migliaia di studiosi tutti i giorni, in continuazione…”. “L’Italia è un paese sclerotizzato, i conduttori sono lì abbarbicati nelle proprie posizioni e creano un piccolo potentato”. “Il problema grave è che il nostro paese tratta male i suo figli, gli studenti sono trattati nelle città universitarie con sufficienza o addirittura con diffidenza. Ma città come Bologna, Perugia, Viterbo cosa farebbero senza gli studenti? danno sostentamento alla città”. “Sono tra i fondatori del PD: con Veltroni volevamo sbarazzarci dei tanti Signor No, che manifestavano contro il loro stesso governo. Ho aderito con entusiasmo”. “Sarei onorato di essere cittadino di Ardesio ma non voglio creare problemi a Fornoni. Di lui ho tutta la stima possibile, ha un’onestà intellettuale e morale indiscutibile, credo che i cittadini abbiano fatto un’ottima scelta, avrà difficoltà in molte situazioni, immagino che quando va a mettere le mani in certi settori, che toccano interessi e speranze legittime qualcuno storcerà il naso”.
SU ARABERARA A PAG. 2 E 3