
Maurizio Martina racconta le sue regionali. “Ce la giochiamo fino in fondo. Loro parlano per slogan, noi per idee. E Formigoni ha perso l’appoggio dell’UDC”. Per i nomi delle candidature si dovrà invece aspettare metà febbraio anche se qualche nome comincia già a trapelare, Mario Barboni, ex sindaco di Casazza ma anche Vladimiro Lanfranchi, Marcello Saponaro, Roberto Bruni, Nicola Eynard ma l’obiettivo contro la corazzata Formigoni è provare a occupare i due seggi che già sono appannaggio del PD con Giuseppe Benigni e Battista Bonfanti. Perché candidarsi a Bergamo ‘fregando’ un seggio ad altri, dando per scontato che tu venga eletto? “Il verbo fregare mi pare davvero fuori luogo. Voglio dare una mano al PD bergamasco, facendo una campagna territoriale”. “Noi partiamo dall’idea che se la giochi, ce la giochiamo, fino in fondo. I sondaggi non fanno ancora politica. Sappiamo che imbocchiamo una strada in salita. Penato è un candidato che ha interpretato la migliore cultura del centrosinistra...Penati è stato sconfitto per soli 4 mila voti in un contesto in cui tutti erano contro, Formigoni, la Moratti, Bossi e Berlusconi, tutti a gravitare su Milano”. Anche Penati avrà il suo listino di 16, tra cui l’ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni. Ma il listino funziona solo per chi vince: “Ma anche qui c’è una differenza tra il listino di Penati e quello di Formigoni: nel primo c’è la rappresentanza delle varie province, personalità provenienti dai diversi territori, in quella di Formigoni ci sono i rappresentanti dei vari partiti, per dire, c’è anche il figlio di Bossi. C’è molta differenza”.
SU ARABERARA A PAG. 6 E 7 L’INTERA INTERVISTA