
Dalla Valcavallina una petizione in Parlamento: una scuola obbligatoria per diventare Sindaco
Una scuola per sindaci. Obbligatoria. Un brivido corre lungo la schiena di centinaia, migliaia di aspiranti primi cittadini che corrono il rischio di trovarsi di fronte libri, test, interrogazioni e magari qualche sonora bocciatura, magari definitiva. A decidere se mandare a scuola i sindaci sarà nei prossimi giorni il parlamento, la proposta è infatti in discussione alla prima commissione Affari Costituzionali, la più importante. E la proposta è arrivata ai parlamentari da un cittadino furibondo con il proprio sindaco. Antonio Capitanio, commerciante di Luzzana, un piccolo paesino della Val Cavallina ha pensato di sistemare lungo la statale 42, il budello di strada che collega la provincia di Bergamo con quella di Brescia, attraversato ogni giorno da migliaia di persone, un totem, di quelli indiani, il tutto per pubblicizzare la sua attività. Ma il sindaco di Luzzana, Ivan Beluzzi dopo aver visto la richiesta sul tavolo del Comune, ha avuto un coccolone. Giusto qualche mese fa gli era toccato digerire una statua gigantesca ricoperta d’oro di Padre Pio piazzata sempre lungo la statale 42. Questa volta il Comune dice no, non vuole sentire ragioni. Antonio Capitanio ingoia ma non digerisce. Così assieme a un gruppo di cittadini scontenti ‘dell’operato dei propri sindaci della zona’ prepara una petizione che invia alla Camera dei Deputati per istituire un corso obbligatorio di formazione per aspiranti sindaci. La Camera dei Deputati riceve la petizione, si riunisce il 22 dicembre e decide che si può fare e l’assegna alla prima Commissione Affari costituzionali.
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