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La più arrabbiata sembra lei, la signora di mezza età che dichiara senza mezzi termini che “quella stronza della CISL” se l’avesse tra le mani lei, la concerebbe per le feste, “quella che ha osato parlar male dei nostri migranti che andavano a lavorare in Africa facendo tanti sacrifici e portando un po’ di civiltà a quei selvaggi”.

La signora si riferisce all’intervento di Gabriella Tancredi, presidente della CISL bergamasca, che al riguardo in una nota inviata alla stampa ha scritto tra l’altro che non c’è nessuna invasione e che l’immigrazione è necessaria per sostenere il nostro sistema previdenziale, oltre che economico, premettendo che “la Valle Seriana, soprattutto l’alta Valle, soprattutto la zona di Castione, è piena di famiglie chiamate ‘africani’, proprietarie di ville hollywoodiane costruite con le fatiche e i sudori di anni passati nel continente nero a lavorare e ad arricchirsi’, e che “gli ‘africani’ che arrivano adesso difficilmente potranno tornare al loro paese e costruirsi ville con piscina e farsi chiamare ‘Presolana’ o ‘Bergamasco’, perché quando ci sarebbe stata l’occasione per aiutarli a casa loro, noi a casa loro ci siamo arricchiti”.

Le signore qui intorno sono tutte d’accordo con l’arrabbiata: “Ma come si fa a fare paragoni tra questi migranti e i nostri? Loro andavano a lavorare, non a bighellonare e a farsi mantenere!”.

La protesta dei Castionesi era iniziata martedì 25 luglio con il primo blocco del traffico al Passo della Presolana fuori dall’Albergo Spampatti, mercoledì 27 si era spostata in piazza del Municipio, continuando giovedi 28 di nuovo al Passo e il 29, con un altro presidio, quello di cui parliamo.

“Sia chiaro che qui la politica e i partiti non c’entrano – mi avverte un giovanotto – e poi non vogliamo creare disagi ma solo attirare l’attenzione della Prefettura perché in fatto di immigrati noi abbiamo già dato e non vogliamo mettere a rischio la stagione turistica, visto che qui di turismo ci campiamo tutti”.

Impossibile seguire le animatissime discussioni di tutti i capannelli di persone che si sono formati nella piazza del Municipio rispondendo al richiamo del “Coordinamento”, il gruppo WhatsApp che si è formato in questi ultimi tempi e che tiene le fila della protesta.

Madóna mé, non riesco più a starci dietro a sto’ vatsap – dice una signora un po’ in là con gli anni – oggi mi sono arrivati 75 messaggi, dovrò cancellarne un po’ per non intasare il mio cellulare…”.

“Più di trecento persone anche stasera – dice un signore che sostiene di saper contare a occhio – come ieri sera al Passo della Presolana, davanti all’Albergo Spampatti, dove il proprietario ci ha lanciato addosso bicchieri e tazzine rotte col rischio di ferire qualcuno…”…

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